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14 dicembre 2011 3 14 /12 /dicembre /2011 15:22

Marcello-Lippi.jpg

 

Cosa accadde quando Lippi arrivò alla Juventus, Antonio Conte lo ricorda benissimo; era il primo campionato con i tre punti per vittoria, un passo fondamentale per restituire interesse alla Serie A, deciso dalla Federcalcio, con sorprendente acume, per debellare la mentalità sparagnina delle squadre italiane, e premiare così finalmente un atteggiamento tattico offensivo.

La Juventus vinse, collezionando 23 vittorie, 4 soli pareggi, e ben 7 sconfitte, un numero piuttosto inusuale per i nostri canoni, ma un segno chiarissimo che eravamo stati i primi a sapersi adeguare al nuovo punteggio: Lippi furibondo in panchina masticava il sigaro, bestemmiava l'intero calendario, spingeva la linea del fuorigioco sempre più avanti, prendeva a pugni i giocatori e ne cambiava anche tre alla volta pur di vincere, perchè un pari non valeva una cicca; bisognava prendersi i tre punti ad ogni costo.

Poi però è successo anche che si è presa l'insana decisione di allungare il campionato fino a 38 giornate, rendendolo una vera e propria via crucis, e improvvisamente pareggiare una partita, in tempi di milze doloranti e acido lattico, è di nuovo una mezza vittoria; nel frattempo, Lippi ha qualche anno in più sul gobbone, sfoggia dei sobri occhiali e un sorriso bonario, e vince il mondiale col 4-4-1-1 alla faccia dei vecchi tempi.

Oggi è venuto il momento di risuscitare una certa mentalità vincente: il livello tecnico del campionato è basso, e lo testimoniano le due orribili partite infrasettimanali a cui abbiamo potuto assistere fra lunedi e ieri, quindi solo una maggiore organizzazione e una superiore aggressività possono fare la differenza; un'aggressività scientifica, non come quella del Torino che vince il derby prendendo a calci pallone a avversari; scientifica e cinica, senza nessuna paura di cambiare uno due o tre uomini se questo serve a immettere forze fresche nella squadra. Serve tornare ad attaccare alla baionetta, e colpire al momento giusto, e per fare ciò bisogna disporre di soldati abili, e di capitani coraggiosi.

Settimane fa in conferenza stampa, Conte parlava degli step che si è prefissato di raggiungere, e dopo il recupero della credibilità, e della competitività di questa squadra, il terzo e logico passaggio obbligato per la rinascita della Juventus non può essere che un livello superiore di agonismo e di cinismo, quel killer instinct che le grandi squadre devono possedere per definirsi tali, e questo vale sia per i giocatori, sia per l'allenatore, dato che lui più di tutti deve incarnare lo spirito della Juventus.

 

 

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Published by Doyle - in sport
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