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Rieccomi qui a far girare dischi,e questa volta ho il grande piacere di suggerirvi un album di quello straordinario personaggio che è James Taylor, in attesa di mettere le mani sulle nuove ristampe Audio Fidelity.
Parto con un'ammissione di colpa: JT è una mia "scoperta" recente, anzi,fino a qualche anno fa (mea grandissima culpa) non sapevo nemmeno chi fosse, e oggi, dopo aver comprato quasi tutti i suoi dischi mi sto chiedendo come avevo fatto a vivere senza; se lo avessi conosciuto prima, credo che sarebbe stato la colonna sonora di molti momenti della mia vita, buoni o cattivi non importa, perchè la sua musica ti entra dentro, passando dalla porta o dalla finestra; sei per il cantautore, un po' malinconico, voce, chitarra e poco altro? OK, è il migliore; il buon rock blues americano? Perfetto. Cerchi anche una certa profondità di pensiero, insomma dei testi da leggere, che non siano "yeah yeah la la la"? Bene, ti colpirà al cuore; o ancora, dev'essere musica arrangiata bene, curata, che fa suonare bene i tuoi Conrad Johnson da 20 mila euro? Ci siamo anche qui, ci siamo eccome...

Ho voluto scegliere questo "Dad loves his work" per la sua grande varietà: dopo dieci anni di carriera, e numerosi successi, Taylor ha raggiunto un livello compositivo e stilistico di assoluta eccellenza; non è più solo un ombroso capellone con la chitarra a tracolla (che suona molto bene, tra l'altro), ma un musicista maturo, con molte storie da raccontare, e sulla pelle i segni di qualche eccesso, e della sua burrascosa relazione con la moglie Carly Simon; se "Hard Times" è un pop scintillante e ricco, come anche "Stand and fight", la sua tipica vena introspettiva torna con "Believe it or not" o nel duetto vocale di "Her town too", per non parlare della chiusa gospel di "Lonesome Road", quando i più sentimentali finiranno al tappeto, ma davvero è difficile segnalare un brano piuttosto che un altro in un album così totale, e di così agile ascolto.
La curiosa copertina ha un significato particolare: con questo disco James Taylor ha scommesso tutto sulla sua musica; nel 1980 il suo matrimonio con la Simon stava andando a rotoli, e la moglie gli aveva imposto un aut-aut: doveva dare un taglio alla routine album\tour, e passare più tempo con la famiglia, altrimenti il divorzio sarebbe stato inevitabile, ma per la gioia del suo avvocato, la sorprendente risposta del cantante fu proprio che "Papà ama il suo lavoro", così tanto da non poterne fare a meno.


L'edizione da quattro lire va benissimo, ma se trovate in qualche scaffale polveroso la Mobile Fidelity fortunati voi, vale una sessantina di euro e suona meravigliosamente.

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