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11 settembre 2013 3 11 /09 /settembre /2013 15:22

mads.jpg

 

Manca poco ormai, anche perchè di Gordon Ramsay non ne potevamo più; la NBC ci ha impacchettato un esperto di cucina altrettanto famoso, ma un po' diverso dal solito chef stellato. L'emittente americana s'è presa un rischio non da poco, perchè il mefistofelico psichiatra forense Hannibal Lecter nella mente di tutti ha un volto ben preciso, quello di Sir Anthony Hopkins; anzi, nonostante l'ottimo Brian Cox di "Manhunter", e qualche filmetto collaterale dimenticato dai più, Hopkins è Lecter, e non solo per l'aplomb britannico e la dizione impeccabile. Soltanto un attore straordinario può trasfigurare se stesso nel male in persona indossando una banale t-shirt e i pantaloni del pigiama; con la voce, l'espressione del volto, e quel lampo demoniaco negli occhi, Sir Tony si prese l'Oscar, nel 1992, pur comparendo in scena per soli sedici minuti, e quasi sempre rinchiuso dentro una cella.

Adesso tocca al danese Mads Mikkelsen interpretare un Lecter più giovane e soprattutto a piede libero; è evidente che la scelta del regista Bryan Fuller sia caduta sulla maschera ancora prima che sull'attore: molto meglio che cercare un imitatore di Hopkins, e soccombere inevitabilmente nel confronto. Mikkelsen ha un volto glaciale e impenetrabile, e una pronuncia inglese di stampo British un po' meccanica, che tradisce le origini nordeuropee; con quella faccia è un cattivo nato, com'era Jack Palance ai vecchi tempi dei western, e non per niente è stato un villain di qualità nella rinnovata serie di 007. Ma anche se è stata la sua faccia prima di ogni cosa a renderlo famoso fuori dalla madrepatria, Mikkelsen è un ottimo interprete, e lo dimostra ampiamente nell'arco di tutta la serie; il suo Lecter è pacato, ospitale, cortese, enciclopedicamente colto, impeccabile e un po' retrò nell'abbigliamento, con quelle cravatte arabescate e il nodo Windsor in bella mostra; è freddo e tagliente come un bisturi, scientificamente malvagio, e malvagiamente scientifico allo stesso tempo; ha la conoscenza come obbiettivo primario, e viviseziona il male con mano ferma, senza tradire nessuna emozione, nemmeno quando, nell'interazione col suo emotivo alter ego, il vivisezionato finisce per essere egli stesso.

Già perchè nella serie non mancherà il tormentato profiler Will Graham, già interpretato in passato da William Petersen (ebbene sì, il Gil Grissom di "CSI") in "Manhunter" e da Edward Norton in "Red Dragon"; per contrastare la discesa in campo del Diavolo in persona, la regia ha scelto le sembianze da Cristo sofferente di Hugh Dancy, trentottenne inglese dello Staffordshire, già visto insieme a Mikkelsen in "King Arthur" di Antoine Fuqua.

Il Graham disegnato da Fuller è un Cristo non solo nell'aspetto: grazie alle sue soprannaturali capacità empatiche prende su di sè i peccati del mondo, immedesimandosi profondamente nella logica scellerata dei criminali che insegue fino ad esserne sconvolto; assorbe il male come una spugna tanto da rischiare di esplodere, anzi di implodere, affogando in un bagno di sangue, e sarà Lecter a occuparsi di lui, con genuino interesse, fino a farne una cavia, un topo da laboratorio per le sue indagini psichiatriche, almeno finchè la cavia non gli si rivolterà contro.

Dunque la serie ruoterà intorno a questi due personaggi, con Laurence Fishburne nel ruolo di Jack Crawford, capo dell'unità di Scienze Comportamentali del FBI, Caroline Dhavernas forte e attraente nel ruolo della psichiatra Alana Bloom, con cui Graham avrà spesso a che fare, e poi, oltre al resto della squadra di Will, una giornalista ficcanaso, la figlia traumatizzata di un serial killer, una Gillian Anderson molto sexy e ambigua nel ruolo dell'analista di Lecter, e perfino lo stand-up-comedian Eddie Izzard, che avrà una parte ben poco comica.

Tutto questo ben di Dio dipinto con una tavolozza di colori degna di David Lynch, alla cui estetica dark e surreale, per fortuna solo a quella, il giovane regista per sua stessa ammissione dice di ispirarsi; il guaio è che se ne accorgerà solo chi riesce ad acchiappare il canale ad alta definizione, che dai noi fra l'altro non è nemmeno poi così alta. Non fruire della HD infatti, significherebbe depotenziare pesantemente la cifra stilistica del telefilm, che vive su dettagli visivi minuziosi, e purtroppo, considerata la qualità scadente del segnale digitale Mediaset in gran parte dell'Italia, c'è da scommettere che accadrà; un altro paio di cose fra quelle che ci perderemo nella versione italiana saranno il tono gelido di Mikkelsen, che diventerà più caldo, anche se certamente più perverso, con la voce, splendida, ma radicalmente diversa, di Roberto Pedicini (ricorderete il sadico Kevin Bacon\ Sean Nokes di "Sleepers", tanto per farsi un'idea, o Kevin Spacey quando dà di matto) e purtroppo anche il bisbiglio da chat erotica di Gillian Anderson, che fa presagire dei precedenti ad alta temperatura fra lo psichiatra e la psichiatra dello psichiatra.

Lo so già, ci toccherà comprare l'edizione in blu-ray, e fare spazio nello scaffale cinema, perchè pare che le stagioni previste siano sette, e i colpi di scena parecchi.

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28 febbraio 2013 4 28 /02 /febbraio /2013 16:08

beppe-grill

 

Che la sinistra italiana non ne azzecchi una è cosa arcinota, ma stavolta l'hanno fatta grossa: chiudere gli occhi davanti a un fenomeno come quello del Movimento Cinque Stelle è stato un suicidio, e il prezzo da pagare per Bersani e Company si è rivelato altissimo. Ci hanno ammorbato per decenni con la manfrina che la sinistra sta dalla parte del popolo, ma quei furboni han sempre scambiato il Popolo con la P maiuscola per il loro popolo, e di tutti gli altri chissenefrega, sono dei fascisti ignoranti, come se alle primarie ci andasse tutta Italia e non solo gli elettori del PD.
Oltre che i seggi elettorali, dal Movimento Cinque Stelle si sono fatti fregare perfino la Rivoluzione, e senza che Grillo neanche la menzionasse. Perchè di rivoluzione si tratta, una rivoluzione giovanile, spontanea, sana, e finalmente senza magliette di Che Guevara, bandiere rosse, incendi, sassaiole e altri ammuffiti stereotipi del Sessantotto.
Le cause di questo clamoroso successo elettorale sono moltissime, e non è facile individuarle tutte. Forse, come dice Vendola, è solo voglia di cambiamento. Forse però questa è una spiegazione troppo semplice, visto che perfino Vendola se ne accorge. Forse c'è una gran voglia di radicalismo, ma di un nuovo radicalismo, altrimenti leghisti, comunisti, spaccavetrine e manettari avrebbero preso più voti, anzichè rimanere in mutande.
Forse, di certe facce, non se ne può più, e questo era il modo migliore per spazzarle via.

Forse, e lo sospettiamo da tempo, agli esponenti della nostra disgraziata sinistra continua segretamente a non piacere la democrazia; il largo uso che costoro fanno del mero vocabolo è storicamente solo un vile trucco; il loro sogno rimane sempre quello di un accogliente, rassicurante parlamento monocolore, come ai bei tempi del blocco sovietico, quando Napolitano e compagni spacciavano l'URSS come il "paradiso del lavoratore".

Il guaio è che in democrazia votano tutti, non solo gli intelligentoni progressisti, e soprattutto vota un mucchio di gente che quel monocolore lì proprio non potrebbe sopportarlo, e che a quanto pare, con grande sorpresa della sinistra, è ancora la maggioranza,

Infatti, è bene insospettirsi quando la stampa dà per scontata la vittoria degli ex PCI; l'informazione è ancora sufficientemente rossa, quindi potrebbero essere loro stessi a spacciare quest'idea; in fondo, anche Alì il Chimico, con i Caschi Blu sotto casa, diceva in TV "stiamo vincendo", e poi sappiamo tutti com'è andata a finire.

Venendo al Berlusca, sostanzialmente sopravvissuto a questo massacro unicamente grazie a Bersani, dovrà arrendersi al fatto che anche lui sta passando di moda; da uomo della provvidenza è passato a essere solo una medicina disgustosa da prendere per contrastare qualcun altro, e poi, massimo scorno, il suo mezzo di comunicazione preferito, la televisione, è ormai solo un ronzio fastidioso di fronte all'ondata di consensi che Grillo ha raccolto attraverso il web. San Silvio nel '94 ha dato la TV alla politica, e ha fatto un miracolo; San Beppe l'ha tolta, e ha preso il 25%. Un buon insegnamento per i futuri impiegati dello Stato, che, in effetti, potrebbero prendere la sana abitudine di stare meno negli studi televisivi e lavorare di più, visto che la situazione è seria.

C'è un'aria nuova nella sorda e grigia aula dell'italico parlamento; una salutare iniezione di gioventù nella nostra immobile, gerontocratica e imborghesita classe politica. E freghiamocene dei gufi: non sarà mica così grave che il parlamento sia meno omogeneo del solito? Non è anche questo, in realtà, un segno di democrazia?

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 15:52

trono-papale.jpg

 

Qualcuno ha ironizzato sulle dimissioni di Ratzinger, dicendo che adesso ci aspetta un papato tecnico.
La verità è che Ratzinger stesso era un papa tecnico; un eminentissimo dottore della Chiesa, uno scienziato della teologia, un'enciclopedia vivente di tutto ciò che riguarda l'essere cristiani. Perfino le sue dimissioni sono un tecnicismo, scovato da qualche parte nel manuale di diritto canonico. E non c'è niente da ridere davanti a un gesto così serio. La forza di saper rinunciare al momento giusto è ammirabile tanto quanto quella di resistere.

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12 febbraio 2013 2 12 /02 /febbraio /2013 17:16

Skyfall-bond_roof.jpeg

 

"Cosa ti aspettavi? Una penna esplosiva?"

 

Che James Bond sia cambiato lo sapevamo già da "Casino Royale". L'operazione tecnicamente chiamata reboot consente di ricominciare una serie cinematografica da zero, com'è stato con "Batman", e il lifting sembra aver giovato all'agente segreto per antonomasia anche più di quanto abbia fatto con l'uomo pipistrello di Gotham City.

Nel caso di Bond, però, si correva il rischio di fare un torto ai fan di lungo corso; Bond è come i Rolling Stones, non può suonare musica elettronica, quindi, se modernizzazione dev'essere, che sia fatta con buon gusto. Ormai 007 è a tutti gli effetti un action-movie, e per distinguersi dalla media deve possedere una superiore caratura estetica; dev'essere un piatto ricco, altrimenti finisce per assomigliare a una puntata di McGyver, come capitò per "The Living Daylights", un film che neppure lo splendore del blu-ray riesce a sollevare di tono. Inoltre, reboot o no, Bond ha dei clichè da rispettare, gli appassionati lo amano per quello, ma non ci si può sedere sopra; l'indolente Roger Moore degli ultimi episodi, con la felice eccezione di "For Your Eyes Only", ne è un perfetto esempio.

Per fortuna la EON si è data da fare; ha scelto un superduro come Daniel Craig, registi di qualità e non più mestieranti, e cast di tutto rispetto, perchè Bond è stato spesso, se si esclude il villain di turno, l'unica stella del film, e tutti gli altri apparivano pallidi come lampadine da dieci watt.

Va detto che Sam Mendes ha diretto "Skyfall" con grande enfasi sull'impatto visivo; ciascun fotogramma del film potrebbe essere buono per un poster o per un wallpaper, e l'ibridazione fra scenari reali e creazioni computerizzate è praticamente perfetta, basti vedere l'isola abbandonata che Bardem\Silva usa come base. I personaggi hanno sufficiente spessore e si cimentano un po' tutti sul campo di battaglia; perfino Judi Dench\M impugna la pistola e spara: l'ossigenatissimo Silva ha portato la guerra nel cuore del MI6, quindi per l'Inghilterra questo e altro: meglio rimetterci la cotica piuttosto che subire il disonore di essere pensionata in favore del nuovo boss, Gareth Mallory, interpretato nientepopodimeno che da Ralph Fiennes. E Bardem stesso è un bastardo degno del Chris Walken di "A View to a Kill".

Compare poi anche una nuova Miss Moneypenny, interpretata dall'avvenente Naomie Harris, la quale, attenzione, è una tiratrice scelta che lungo il percorso abbandona il fucile per la scrivania, e non una specie di impiegata dell'INPS messa lì a far da segretaria al capo. E ricompare, dopo due episodi, la figura di Q: non più John Cleese, ma Ben Whishaw, un nerd occhialuto e informatizzato che di stare in prima linea non ha nessuna voglia,  e nemmeno di gingillarsi con assurdi gadget, quelli che un tempo erano la specialità della casa, e adesso sono uno dei tanti clichè di cui sopra. Perfino il leggendario sedile a espulsione della Aston Martin DB5 è ufficialmente ridicolizzato, da M in persona. Fate voi.

 

Ma veniamo a Daniel Wroughton Craig, perchè è sempre qui che i bondiani si scannano. Facciamolo a fettine.

Guardando al passato Daniel è il meno bello, il meno alto, il meno poliglotta, e fenotipicamente parlando, il meno internazionale; il suo volto non ha un tratto nobile, tracanna Heineken anzichè Bollinger, e non è neppure straordinariamente espressivo. Però accidenti, ha un fisico d'acciaio da peso medio, è totalmente credibile nelle scene d'azione, cosa che, ad esempio, a Roger Moore non riusciva neppure da giovane; maneggia le armi come un veterano del Vietnam, e pur essendo un ammazzasette alla Clint Eastwood i vestiti gli stanno un gran bene (anche se le scarpe, chissà come mai, continuano a non essere un granchè); insomma se la cava egregiamente in tutti i frangenti, e Mendes può perfino permettersi un certo gusto malizioso nel mostrarlo poco vestito, a testimonianza del fatto che i confini del machismo si sono spostati più in là.


Dunque il nuovo Bond è come Marchionne, punta sull'efficienza; non è più un vizioso playboy scassamacchine, anzi, c'è meno debauchery nel personaggio, anche se si accenna a una sua propensione all'alcol; c'è poco spazio anche per fare battute, come se Craig avesse portato qualcosa di sè nel personaggio (e non è improbabile) visto quanto poco sorride anche nei suoi altri film. Aggiungiamo al quadro il fatto che nel 2013 il montaggio cinematografico è ben più convulso rispetto alle cadenze placide di "Goldfinger", ed ecco che Bond non ha quasi più tempo per essere Bond. Da un pezzo ormai non fuma più, e adesso ci si son messe anche questa rinnovata etica del lavoro e la velocità rompicollo degli eventi a impedirgli di spassarsela e mettere tutto in conto alla regina come ai vecchi tempi. Niente più champagne, niente più caviale, il convento non passa nemmeno un crostino al foie gras, a proposito di stereotipi bondiani, e per veder meglio la bellissima Severine ci tocca comprare un numero di GQ. Gli stessi critici di sinistra che si stracciavano le vesti davanti a cotanta corruzione dei costumi, forse oggi non direbbero neanche più che è un fascista/maschilista/sessista; forse lo troverebbero socialdemocratico, se non facesse fuori tutta quella gente come un Charles Bronson qualsiasi.

Però, quello che ci interessava era che fosse un gran film, e questo è il migliore della trilogia recente. Cinque nomination "tecniche" all'Oscar, il BAFTA Award e un incasso record non fanno altro che irrobustire questa convinzione.
Per ostriche e champagne ripasseremo, confidando che il nuovo Bond sia davvero in cerca di se stesso.

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 15:53

NUOVE-4323.jpg

 

Mentre Venezia cade a pezzi e i veneziani scappano, sopraffatti dai prezzi altissimi degli immobili e da insostenibili spese di ristrutturazione e manutenzione, ecco come lo Stato sciala i soldi dei contribuenti. Dal 1991 il Tribunale paga cifre a sei zeri (dapprima 1,4 milioni all'anno per 6 anni, fino ai 2,6 milioni attuali) alle Assicurazioni Generali per la locazione di un sontuoso ufficio con vista su Piazza San Marco, ufficio in cui lavorano attualmente 3 giudici, più altre 8 persone, che quindi (lo dice il "Gazzettino") calcolatrice alla mano ci costano qualcosa come 250 mila euro l'anno di sole spese, denari sonanti che il Comune anticipa in attesa che poi sia il Ministero della Giustizia a rimborsarli, con la tempistica, immaginiamo, tipica dei ministeri.

Poi se la piazza è piena di buchi come un emmenthal e sfasciata dai turisti o dall'acqua alta, ci viene detto che "non ci sono fondi" per i restauri, e che è tutta colpa di "Roma ladrona".

Vergogna.

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3 giugno 2012 7 03 /06 /giugno /2012 16:46

ill-be-watching-you.jpg

 

Intere categorie di sciacalli non aspettavano altro; biliosi, rosiconi, rovistatori di immondizie altrui, moralisti d'accatto, rossonerazzurri gazzettari e non, per non parlare di tutti i neuroni solitari che per avere un'opinione su qualcosa devono copiarla da Travaglio, a patto che l'articolo non sia troppo lungo s'intende, perchè leggere è fatica.

La Juventus ha vinto uno scudetto meritatissimo, tanto quanto quelli del 2005 e del 2006 trafugati dal processo farsa, anche se non con la stessa schiacciante supremazia, ma l'evidenza di questo fatto non è bastata a cucire certe bocche, anzi, la canea non è cessata un minuto, dal gol di Muntari, al doping, a Moggi, a Turone, la musica è sempre la stessa, nonostante il solo arbitraggio dell'ultimo derby milanese, in un mondo normale, sarebbe ampiamente bastato a suggerire ai complottisti nati una certa cautela.

Poi ci si è messo anche il Calcioscommesse, con tanto di entrata spettacolare della polizia a Coverciano a telecamere spiegate, e notizie che passando di bocca in bocca si deformano a dismisura, come in quel vecchio film di Fantozzi in cui Zoff segnava il gol del sette a zero per l'Italia con un imperioso colpo di testa su calcio d'angolo. Perchè qui da noi si usa così: se si mette in moto la macchina perversa dell'ingranaggio fra stampa e procure, è finita per chiunque; anche il Dalai Lama potrebbe diventare un serial killer con qualche titolo cubitale sul groppone, figuriamoci Conte o Bonucci, e poi hai voglia a smentire, la frittata è fatta. Negli Stati Uniti questa tecnica sopraffina si chiama "buttare la merda sul ventilatore"; chiaro no? Qualche schizzo arriverà a destinazione, e poi, con le necessarie acrobazie logiche, si può anche trasformare qualcosa in qualcos'altro, stiracchiare un po' la verità, perchè ai complottisti piace sapere cose che gli altri non sanno. E poi le persone intelligenti scarseggiano, e latrati rumorosi coprono facilmente le loro voci.

Ma non può funzionare così. Non è possibile. E non è possibile non vedere che questo sistema è la rovina del calcio, in piccolo, ma anche della società. Si vuole davvero riformare questo mondo? Moralizzarlo? Ma come si può assolvere un compito del genere attraverso vergognose addentellature tra stampa e giustizia, attraverso un'informazione parziale e tendenziosa, attraverso lo sputtanamento sistematico, il sensazionalismo giornalistico, la macelleria mediatica, la compravendita con i delinquenti? E poi, è davvero questo il nobile scopo delle campagne di stampa a cui stiamo assistendo, o l'interesse, molto più banalmente, in realtà è lo scoop, quello che fa vendere più copie, e allora vai con la Juventus, spariamo al bersaglio grosso, anche perchè del Campobasso o della Pro Patria col dovuto rispetto non importa quasi a nessuno, e certi giornalacci poi restano invenduti?

Nel 2006 c'era chi, anche con il didietro al caldo in postazioni altolocate, voleva Lippi e Cannavaro fuori dalla nazionale, salvo poi saltare spudoratamente sul carro dei vincitori quando la Coppa del Mondo ha preso la strada di Roma, inneggiando ai campioni, alle glorie nazionali, dimostrando che la maglia della Nazionale è una bandiera da sventolare solo quando il vento tira a favore, e per il resto è buona solo per pulirci il pavimento.

Una gloria nazionale dovrebbe essere tutto il nostro movimento pallonaro, movimento che paga di tasca propria per tutti gli altri sport, altrimenti reietti, e paga anche una montagna di tasse che ripianerebbe in cinque anni qualsiasi debito pubblico, se i nostri politici non gettassero per abitudine i soldi dalla finestra. La Juventus è una gloria nazionale, Buffon è una gloria nazionale, è Cavaliere della Repubblica, e senza raccomandazioni, e tutte le glorie nazionali vanno tutelate, andrebbero tutelate, in un mondo normale.

Invece siamo qui al leggere la sua lista spese, grazie a un documento faxato da una mano prezzolata, e con una data del 29 dicembre 2011 che spiega meglio di qualunque cosa certi meccanismi; la cacca da gettare sul ventilatore si tiene in un cassetto, e si tira fuori quando serve. Poi non chissenefotte se l'informativa conclude dicendo "non si può escludere a priori che...."; i Travaglio e i Suma non hanno dubbi, quindi spegnete il cervello: Buffon ha scommesso, e quindi, via col le argomentazioni; col Lecce ha fatto una figura da culo in diretta nazionale per quello, il gioco patologico, i precedenti, Muntari, Turone, Moggi, il doping.

Che noia.

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28 aprile 2012 6 28 /04 /aprile /2012 01:46

BLIND-FAITH-MFSL.jpg

 

Un paio d'ore fa mi stavo industriando con lo scanner per mettere poi in vendita su eBay.com questa ristampa Mobile Fidelity collezionisticamente interessante dello storico album "Blind Faith". Tra parentesi, la vendo perchè "Blind Faith" è sempre stato un disco registrato da cani, e nemmeno il mastering migliore del mondo lo potrebbe salvare: dunque, meglio tenersi la copia stock da due lire e rivendere questa, che potrebbe fruttare una quarantina di dollari o anche più, visto che si tratta di una delle vecchie edizioni MoFi stampate in Giappone dalla Ultech, e a qualche fissato queste cose interessano, e visto anche, aggiungo, che mi è capitato di comprarla mesi fa per una cifra assolutamente trascurabile.

Ma non è questo il punto; un'ora dopo aver piazzato l'inserzione, eBay rimuove l'oggetto in vendita e mi scrive la seguente lettera (copio e incollo):

 

 

You recently listed the following auction-style listing:
200751191254 - BLIND FAITH MFSL UDCD 507 MADE IN JAPAN GOLD DISC
Unfortunately, we had to remove your listing because of the following:
This Blind Faith Album is only allowed on eBay under the following circumstances:
- The listing does not show, imply, or make references to the "Girl Cover/Album"
- Images of the back or inside of Cover are allowed as long as the above has not been violated
- Albums with the Alternative Covers are allowed
You may relist if you adjust your listing to be in compliance with eBay policy.
If you see other listings for this item on the site not following this policy, those listings are also in violation as well. Please report other listings that you see to us to be reviewed by using the 'report item' link on the right hand side of every listing.
Sexually-oriented adult material can only be listed in the Everything Else > Adult Only category. However, even items that may be legal to sell to adults may not be permitted on eBay.
Child pornography is illegal and not allowed on eBay. Items considered child erotica can be problematic, so any items that include nude minors (people under 18) are generally not allowed. This includes describing items with words such as "nude," "nudist," "children," "youngsters," and "teens." Items describing minors in a sexually suggestive manner aren't permitted on eBay.

We appreciate your undestanding.

Thanks.

eBay.

 

 

 

Quest'album era nei negozi nel 1969, e la copertina è opera del fotografo Bob Seidemann, uno che in carriera ha immortalato gente come Janis Joplin, i Grateful Dead, o i Traffic, e creato altre copertine, come quella di "Late for the Sky" di Jackson Browne, oltre a poster di varia natura.

La foto fu chiamata da Seidemann "Blind Faith", a Eric Clapton piacque, e chiamo così anche la band e il disco. Raffigura una ragazzina con i seni scoperti, e, forse, per qualcuno potrebbe essere di cattivo gusto, ma è la copertina di un disco uscito 40 anni fa, e non pornografia infantile, come i bacchettoni di eBay vorrebbero dare ad intendere.

Quello che si intende molto chiaramente, invece, è che a furia di adeguarsi alla crescente idiozia del politically correct, la società si sta rincoglionendo un bel po'.

 

Mi piacciono sempre meno, questi anni duemila.

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24 aprile 2012 2 24 /04 /aprile /2012 01:10

incidenti-genoa.jpg

 

Purtroppo questa settimana le notizie del weekend pallonaro da mettere in prima pagina non riguardano nè la vittoria della Juventus, nè il pareggio del Milan, nè in generale storie avvincenti di gol, parate, rigori, cartellini rossi o fuorigioco milimetrici. Bisogna parlare almeno due minuti di uno scandaloso episodio di fan power che solo in Italia e in nessun altro posto del mondo può accadere; bisogna parlarne non più di due minuti, perchè la pazzia di certi tifosi e la completa nullità delle nostre forze dell'ordine non meritano oltre.

Qualcuno ricorderà che il 23 marzo 1980, per lo scandalo del calcioscommesse, si fecero entrare in diversi stadi di A e di B con discutibile senso dello spettacolo le camionette della polizia per arrestare dei giocatori sospettati di combine, giocatori che poi nove mesi dopo vennero tutti prosciolti, dato che i fatti contestati non costituivano reato, ma che erano stati trattati peggio di delinquenti e mafiosi, e sottoposti a un roboante e sciagurato arresto davanti a migliaia di persone e perfino in diretta televisiva a 90° Minuto.

Ma nessuna camionetta della polizia si è intravista per mettere ai ferri questi piantagrane, a cui invece è stato permesso di imporre la loro follia ai giocatori in campo, e agli altri spettatori paganti. Oggi i giornali criticano, i politici condannano, ma è tardi; bisognava agire subito, a costo di usare la forza. Ciò che ci rende una barzelletta all'estero non sono le puttane di Berlusconi, o la monnezza di Napoli: è l'aria fritta delle nostre continue chiacchiere, e del nostro non far nulla.

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9 aprile 2012 1 09 /04 /aprile /2012 12:22

bossi-001

 

Umberto Bossi aveva avuto una giusta intuizione: già negli anni '90 la politica "romana" pareva davvero aver perso il contatto con la gente, e con la realtà; troppi privilegi, stipendi da nababbi, auto blu, salotti e ristoranti stellati. Quindi, aveva pienamente senso ripartire da una logica regionale per riappropriarsi di un consenso popolare maggiormente agganciato al territorio, con davanti agli occhi ben chiaro il modello del vecchio PCI\PDS\DS, ancora imbattibile in questo senso. Umbertone ambiva segretamente a rimpiazzarlo, con la capacità di denuncia, col panem et circenses delle salsicce grigliate e delle piadine, con la canottiera anzichè il completo sartoriale, con un linguaggio forte e con slogan caciaroni da contrapporre ai bizantinismi del politichese. Ebbene, in un decennio la missione è stata portata a termine, e la Lega è riuscita a radicarsi al Nord come nessun altro, ma il prezzo da pagare è stato molto alto: imitare i cattivi maestri comunisti ha portato l'establishment leghista a ereditarne anche i difetti peggiori; molti slogan, sì, ma sempre più vuoti; molte denunce, certamente, ma pochi rimedi; il popolo che rumoreggia e si muove, anche se non si sa bene dove vada.

E al culmine di questa tragica emulazione, la Lega si trova adesso coinvolta negli stessi maneggi che per anni ha denunciato, e, di conseguenza, in profonda crisi di credibilità.

Bossi ha scrutato dentro l'abisso di Roma Ladrona, senza accorgersi che l'abisso ha scrutato dentro di lui. E adesso è davvero la fine.

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7 dicembre 2011 3 07 /12 /dicembre /2011 23:12

Tassa-sul-cazzo.jpg

 

Vista su Facebook.

Il rischio sarebbero i falsi ipodotati.

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