Stereophonic-non-Stereotypical
Dopo aver tentato di guardare il "Processo" di Biscardi ieri sera, e aver cambiato canale dopo poco più di un'ora, mi sono reso conto di quanto sia necessario far sentire la propria voce in televisione. La puntata di ieri è stata davvero troppo anche per un bianconero tollerante come me: una cricca di romanisti e milanisti, allineati e coperti, pronti a tutto pur di dare contro alla Juventus, anche a raccontare che Conte ha tre gambe se si rendesse necessario. Il peggiore di tutti è sicuramente il figlio di Biscardi (lì presente, è ovvio, per acclarati meriti giornalistici), ma anche l'avvocato Taormina, come professione richiede, si difende niente male. A rappresentare le ragioni della Juventus, Biscardi ha acutamente piazzato Bruno Bernardi, uno che, invece, del giornalismo sportivo è rappresentante emerito, ma la vis polemica del buon Bruno è ormai decisamente al lumicino, anche per via dell'età veneranda, e così ci ritroviamo con una difesa più vecchia di quella dell'Inter, e più scarsa dell'avvocato Zaccone.
Ma occultati da qualche parte nell'etere ci sarebbero due che sono meglio di Morini e Longobucco, di Kohler e Julio Cesar, meglio anche di Ferrara e Montero, e senza essere a libro paga della loro squadra del cuore, come invece è il caso di alcune presunte menti libere che ascoltiamo spesso sproloquiare dai teleschermi: sono Massimo Zampini e Antonello Angelini, due delle voci juventine più importanti in questo secolo oscurantista e monopolistico, puntualmente ostracizzati dalle trasmissioni più importanti dei canali nazionali, perchè portatori di verità e di domande sicuramente molto scomode per l'attuale establishment calcistico, eppure sempre pronti al confronto e al dibattito, con ironia e senza livore.
Fateli andare in TV. Poi vediamo.