Stereophonic-non-Stereotypical
Bolt non è ancora sazio; se qualche dubbio c'era, ieri sera il Fenomeno con la effe maiuscola ci ha schiarito le idee, con uno sprint rabbioso come poche altre volte abbiamo potuto vedere.
La sua messa in modo è fisiologicamente più macchinosa, e per un secondo e mezzo dopo lo sparo quei dubbi maligni erano ancora lì; ha fatto i soldi, non si allena, si ingozza di ali di pollo al McDonald. Ma poi succede qualcosa; il motore di Bolt non è un duemila elaborato, è un quattromila. Ai 40 metri può ingranare una marcia che per gli altri, semplicemente, è un'utopia. Blake è compatto come una palla di cannone, Gatlin scarica la sua potenza come avesse dei Rollerblade ai piedi, rimanendo a lungo secondo, e Gay, rimesso in sesto dal chirurgo, fa 9''80 e nemmeno vede il podio. Tre campioni fenomenali, più Asafa Powell azzoppato da un muscolo traditore, fulminati da un impossibile 9''63.
Aveva ragione Lemaitre: questa non è roba per tutti. Il vaso di coccio lo faccia qualcun altro; meglio godersi lo spettacolo in TV. Ore 22.50, fantascienza in HD.