Stereophonic-non-Stereotypical
Dice Simon Robinson della benemerita Deep Purple Appreciation Society, che per fine anno potremmo ritrovarci per le mani, come fu fatto per i poderosi concerti tedeschi dei Rainbow del 1976, un box di tre doppi cd con gli interi set delle tre date da cui fu ricavato il live hard rock più famoso del mondo, con in aggiunta un bel pacchetto di memorabilia e, forse, meraviglia delle meraviglie, anche un otto millimetri ritrovato chissà come, con qualche frammento video di quegli straordinari eventi.
C'è da sperare che il mastering sia all'altezza, perchè la versione in due dischi di "MiJ" che circola adesso nei negozi è tutt'altro che entusiasmante, (e neppure il triplo "Live in Japan" con i leftover di Osaka e Tokyo è poi questo granchè), tanto che per goderselo al meglio bisogna continuare a far ricorso alla vecchia edizione Warner uscita a metà anni '80, o, per chi ha avuto buon naso e ne ha acquistata una copia al momento giusto, all'eccellente remaster DCC di Steve Hoffman, che però ha la pecca (grave) di avere un bel packaging rovinato da qualche errore di stampa di troppo, e soprattutto di costare ormai cifre da brividi nel mercato dell'usato.
Bisognerebbe aggiungere che forse ascoltando i tre concerti in versione integrale finiremo per smitizzare questo capolavoro hard rock: scopriremo probabilmente che sono stati fatti dei taglia\incolla, meno che in altri casi di sicuro, e verremo a sapere se davvero come dice la leggenda il 16 agosto a Osaka durante "Strange Kind of Woman" a Gillan cadde il microfono, e un verso della canzone fu preso da un'altra data. Sarà come vedere quei documentari "dietro le quinte", in cui si svelano i trucchi dei film, anche se dopo 40 anni si può dire a pieno titolo che "Made in Japan" ha superato il test del tempo, e ancor oggi suona potente e travolgente come allora, nonostante mille altri album live, mille cambi di formazione, varie reunion e più di un buco nell'acqua per i grandi Deep Purple.