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Stereophonic-non-Stereotypical

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VIDEOMAT\3

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Vent'anni dopo torna Gordon Gekko, solo in parte ammansito da qualche anno al fresco, e solo apparentemente vecchio e patetico come il suo ingombrante telefono portatile, ma subito pronto al colpo di coda diabolico per ritornare in pista appena se ne presenti l'occasione; torna per stare in fondo quasi del tutto dalla parte dei buoni, visto il marcio in cui naviga Wall Street , e riesce perfino a fare da mentore al futuro genero e a ricucire con la figlia, che ha tutt'altri ideali e dell'alta finanza senza scrupoli non conserva un buon ricordo. Torna pure Bud Fox, il bolso Charlie Sheen, in un nostalgico cameo che strizza l'occhio al primo episodio, ma alla fine il paragone non regge, e la storia del grande crac finanziario e degli intrallazzi che ci sono sotto risulta abbastanza convenzionale.
Poco convincente Josh Brolin, un villain fiacco e non molto espressivo, discreto lo sbarbato, Shia LaBeouf, ma recitare peggio di Charlie Sheen era davvero difficile, tre o quattro spanne sopra tutti l'eccelso mefistofele Michael Douglas, che Oliver Stone non si preoccupa di mostrarci anziano e segnato, nonostante poi sia rapido come una faina quando si tratta di acchiappare l'occasione giusta, anche se si tratta di passare sopra alla piagnucolosa figlia Winnie (Carey Mulligan). Greed is still good.

Oltre che Douglas, di questo film piacciono di sicuro la forma, l'estetica, gli abiti di gran classe, la fotografia; non troppo la musica a dire il vero, principalmente di David Byrne, più adatta a qualche vecchia sit-com, e quindi questo "Wall Street II" delude un po', ed è chiaro che non avrà mai l'impatto del suo predecessore, anche se all'epoca si trattò dell'effetto "sbagliato", perchè Stone voleva puntare il dito sul sistema, e si trovò invece ad aver fatto di uno squalo della finanza un'icona anni '80.

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