Stereophonic-non-Stereotypical
Tratto da un romanzo di Martin Booth, “A very private gentleman”, il film di Anton Corbijn magia della pubblicità è stato reclamizzato furbescamente come nuovo action movie con George Clooney inclusa pezzo di gnocca italiana, ma action movie proprio non è. E' piuttosto un film che starebbe bene addosso a Steve McQueen, o a Clint Eastwood, e infatti c'è molto di Don Siegel nell'assenza di musica, nei silenzi, ben riempiti con le inquadrature, negli spari secchi e in quell'Abruzzo bello e desolato.
Corbijn nasce fotografo, e poi regista di videoclip musicali, e si vede da come gestisce sia l'asprezza dei borghi di montagna, sia gli interni e gli asciutti dialoghi tra gli interpreti; George Clooney prova con un certo successo a non interpretare se stesso: niente simpatica canaglia, niente Danny Ocean per una volta, anche se ogni tanto sembra scappargli una risatina quando fa il duro misogino con la sempre più avvenente Violante Placido.
Buono, ma non aspettatevi James Bond.