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Stereophonic-non-Stereotypical

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UN OPTALIDON PER FAVORE!

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Conte perderà anche la voce a ogni partita, ma noi tifosi perdiamo la salute: il mister sbaglia la formazione, non tanto per via di Estigarribia, che tutto sommato sulla fascia se la sfanga, ma sicuramente con la coppia d'attacco, e regala al Milan 60 minuti di insperata libertà, prima di accorgersi che Borriello è un ectoplasma e un poster di Darko Kovacevic farebbe più paura di lui ai difensori milanisti. Poi, quando entrano Vucinic e Matri, la musica cambia improvvisamente, anche per un contemporaneo, palpabile calo fisico dei rossoneri.

Già perchè il Milan, stranamente più energico del solito, anche se non particolarmente veloce, gioca per un'ora a un ritmo non suo, e si ritrova nel secondo tempo con la lingua fuori e ben poche idee; Allegri aveva preparato bene la partita, con alcuni dettagli interessanti: un pressing molto alto, addirittura sul disimpegno per Buffon, visto che è noto come Conte voglia che la sua squadra inizi l'azione palla a terra anche a partire dal portiere; una continua rotazione delle posizioni d'attacco, per togliere punti di riferimento alla nostra difesa, e anche l'obbligo per le punte di rimanere alti in occasione dei calci fermi a favore della Juventus, per impedire ai nostri centrali difensivi di andare tutti all'attacco. Il coach rossonero ha fatto di necessità virtù con intelligenza; se la manovra del Milan con Ibra in campo è un collo di bottiglia, perchè Zlatan accentra su di sè la gran parte delle azioni, come accadeva all'Inter qualche anno fa, non averlo a disposizione obbligava la squadra a un calcio più collettivo, cosa riuscita più che degnamente almeno nella prima parte del match. E nel frattempo, la Juve denunciava la mancanza di una punta vera, e anche di un raccordo fra centrocampo e attacco, mansione svolta solitamente da Vucinic, Pepe o Marchisio, o al limite Giaccherini; ma tre su quattro erano in panca, e Claudio ultimamente è un po' opaco, e si vede. Non è opaco invece Vidal, che lotta per tre e calcia in porta con veemenza, salvo poi finire la benzina, infortunarsi e poi farsi cacciare nel finale.

Così prendiamo un gol balordo per una topica di Bonucci, e riusciamo nell'impresa di prenderne un secondo da Muntari, che il guardalinee Romagnoli incredibilmente non vede, nonostante la palla sia dentro di un metro, e questo macroscopico errore, un vero segno del destino, ci tiene a galla nonostante tutto. Anche se si parla di un Milan superiore, addirittura di "dominio", poi non è che le occasioni da gol per i rossoneri fiocchino, e andare a riposo sotto solo 1-0 permette a Conte di ripensare alle sue scelte. Cosicchè, dopo il body shot di Mexes (anche questo non visto dalla terna arbitrale), si riparte con ben altro piglio; Matri tocca due palloni e segna due gol, ma il primo, su geniale imbucata di Vucinic, non è neppure un gol perchè Romagnoli, ancora lui, in serata di grazia, segnala un inesistente fuorigioco, e così finisce che si incazzano tutti. Il Milan spreca qualche contropiede, è completamente senza ossigeno, e la Juve è in trance agonistica: volano parole grosse, calci e gomitate, e nell'indecoroso finale si sfiora la rissa, ma la verità di fondo è che il pari è una manna per noi e una fregatura per il Milan, e in più, l'andamento della partita sarà di grande utilità a Conte per il prossimo futuro, soprattutto se lo avrà convinto a rottamare definitivamente Borriello e Bonucci. In fondo, Krasic è stato messo da parte per molto meno.

 

 

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