Stereophonic-non-Stereotypical
E' ufficiale: dopo lo scempio del 2002, finalmente Sharon e soci si sono decisi a rimettere un po' di cose a posto, e per il trentesimo anniversario di questo storico masterpiece metallico alcune, ma solo alcune miserevoli beghe legali coi vecchi componenti della band sono state appianate; dunque, la sezione ritmica formata da Lee Kerslake e Bob Daisley è ritornata al suo posto nel mixaggio, e questa era la cosa fondamentale, anche se con scarso rispetto per il loro contributo alla causa, Bob e Lee non compaiono da nessuna parte, se non nascosti nei credits del live allegato, in cui peraltro a suonare sono Tommy Aldridge e Rudy Sarzo.
Non una foto, non una traccia; Sharon Arden dev'essere un bell'osso. se dopo trent'anni e dopo i milioni di dollari guadagnati dal marito ha ancora le balle girate per i quattro pidocchiosi soldi delle royalties oggetto del contendere: eppure è così, e proprio quelle quattro palanche finiscono per giustificare alcune delle scelte tecniche prese per le nuove edizioni di "Diary" e "Blizzard" e per il box-set appena dato alle stampe. "Blizzard" è rimasto un singolo, solamente perchè un eventuale live del 1980 avrebbe giocoforza presentato la formazione con i due appestati Kerslake e Daisley, e oltretutto, come ben sanno gli appassionati di bootleg, un live era bell'e pronto, visto che il 22 ottobre '80 a Southampton furono registrati con una certa larghezza di mezzi sia il soundcheck che il concerto, per ricavarne un EP, i buoni Extended Play di una volta, che servivano a far vendere qualche biglietto in più durante le tournee e a ingolosire i collezionisti.
Tanto per farvi capire la situazione, ecco cosa disse in proposito Bob Daisley qualche settimana fa a Braveworld.com (traduzione mia): "Mi ricordo che arrivò il camion della Jet Records con la strumentazione per registrare il concerto: quelli volevano una canzone nuova, che non fosse già stata usata come B-side, da inserire in un EP insieme a "Mr.Crowley", così buttammo giù "You said it all". Randy aveva un riff di base, e in quello stesso pomeriggio mettemmo insieme un po' di strutture armoniche durante il soundcheck. Lee aveva un microfono e tirò fuori delle linee vocali mentre Ozzy dormicchiava nascosto da qualche parte; il suo contributo fu questo, non fece un beato cazzo, nonostante compaia sempre nei credits.
Mi portai in albergo una cassetta con la melodia di Lee e scrissi il testo, sempre nel pomeriggio, tutto di corsa, e poi registrammo il pezzo sul palco prima che la gente entrasse; quindi era un brano live pure quello, anche se il pubblico fu aggiunto in postproduzione per l'EP; trattandosi di un pezzo nuovo, non lo volevamo mettere in scaletta, anche perchè ovviamente Ozzy non conosceva il testo, dato che l'avevo appena scritto, e lo cantò leggendolo da un foglio. Quando offrii a Sharon e al management tutti i nastri, volevo mantenere un certo controllo artistico, mentre loro già pensavano di fare un po' di copia\incolla e far apparire che era tutta farina del sacco di Randy e Ozzy.; Sharon aveva questo atteggiamento 'dalli a noi, prendi i soldi e vattene affanculo, lasciaci fare', ma era roba storica, volevo mantenerla così com'era. Se non posso far valere i miei diritti artistici, col cazzo che vi do i nastri".
Quindi niente Southampton, e di quell'ottimo concerto, oltre che in un vecchio EP fuori stampa, rimangono delle labili tracce nel live "Tribute", che è tratto principalmente dalla data di Cleveland (11 maggio '81), in precedenza ampiamente bootleggata, con in più "Goodbye to Romance" e "No Bone Movies" provenienti proprio da Southampton '80. Invece, per fare di "Diary" un doppio CD si è deciso di tirar fuori dal cassetto un'altra registrazione storica, lo show al S.Denis Theatre di Montreal (27 luglio '81, con Sarzo e Aldridge nel vagone motori) trasmesso ai tempi da King Biscuit Flower Hour e anch'esso piratato all'eccesso: un'ottima idea da un certo punto di vista, basta sentire come suona Randy per rendersene conto, ma un vero incubo per Kevin Churko che ha dovuto rimixare e sistemare un vecchio nastro in cui la voce di Ozzy va e viene come la pioggia a Londra. Con ogni probabilità, basta usare Youtube e fare un po' di confronti, si è reso necessario usare delle altre tracce vocali per integrare i punti più danneggiati, a testimonianza del fatto che esistono diverse registrazioni professionali della scaletta '80-'82; di sicuro due molto buone, Long Beach e Indianapolis, ma certamente anche altre, tenendo sempre presente che la band non sbagliava un colpo, ma registrare Ozzy significava mettersi nelle mani di Dio, e tutto dipendeva da come si era svegliato quella mattina, da quante pinte di birra si era scolato, e se il pusher di quelle parti era uno puntuale.
Quindi, in sostanza questo "Diary" Legacy Edition ci offre un Montreal parzialmente scremato, con qualche rattoppo qua e là, ma con una qualità sonora molto buona e un Randy Rhoads in stato di grazia, cosa che aumenta i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere e invece per colpa di uno stupido incidente non è stato.
Per quanto riguarda la rimasterizzazione dell'album, novità particolari non ce ne sono, se non che sembra un po' migliore di quella del 2002, e forse supera anche le stagionate '95; quantomeno, punta su un suono dettagliato, per far risaltare anche le nuances più nascoste, visto che "Diary" non ha mai avuto un big sound spaccatutto alla maniera degli AC\DC per intendersi; poi, cosa volete che vi dica? Non serve ammodernarlo, questo disco è eccezionale.