Stereophonic-non-Stereotypical
Dopo i disastri degli anni passati, dopo gestioni pessime, campagne acquisti sbagliate, presidenti incapaci e allenatori inadatti, siamo di nuovo campioni d'Italia, e gran parte del merito va a questo leccese testardo e caratteriale, e alla sua inesauribile voglia di combattere, e di vincere, per i colori che ha sempre amato. Non si può essere simpatici a tutti e nemmeno Conte sfuggirà a questa regola, ma detto fra noi, chissenefrega; se vogliamo vincere, ci serve uno come lui. Nemmeno dieci anni di Metodo Stanislavskij avrebbero potuto trasformare Ranieri o Del Neri in dei vincenti, e invece Conte è così di natura.
Purtroppo ci tocca vederlo sottoposto alla gogna di Palazzi, sputtanato da un vile taroccatore di partite, la cui parola conta più di 23 (ventitre) dichiarazioni giurate e firmate, oltre che di quella del diretto interessato, ed è uno spettacolo difficile da sopportare. La giustizia sportiva è una giustizia con la "g" minuscola, uno strumento grossolano, inefficace e manovrabile, ma finchè nessuno si preoccupa di riformarla, rimarrà sempre così; sembrerà sempre di farsi la barba con un'accetta.
La Gazzetta, sempre ben informata per quanto riguarda le nostre traversie giudiziarie, dice che Conte patteggerà tre mesi di squalifica; dunque la ragion di stato prevarrà sull'orgoglio, ma, a pensarci bene, non è giusto neppure questo. Non patteggerà invece Bonucci, invischiato in guai ben peggiori; c'è da fargli i migliori auguri, con questo clima da caccia alle streghe.
L'unico lato positivo è che si vede proprio da un chilometro che siamo tornati.