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I NUOVI MOSTRI

 

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Non male questo campionato, fratelli bianconeri: dopo aver steso il Milan, battere anche l'Inter, e per di più a casa sua, dà una certa soddisfazione. Questa Juventus sarà anche in assestamento, mancherà ancora di qualche tassello, ma ha già personalità e spirito combattivo, oltre che un ordine tattico che non si vedeva da tempo, nonostante Conte stia ancora sperimentando moduli diversi. L'Inter è invece a tutti gli effetti a fine ciclo, anzi decisamente oltre la data di scadenza, e la colpa è solo dell'incredibile miopia che storicamente affligge lo staff di Via Durini, sempre propenso a dare la colpa a immaginari complotti di Palazzo per giustificare le sconfitte, anzichè preoccuparsi di integrare la rosa con elementi di valore. Guardando solo un po' al di là del proprio naso, o forse semplicemente ascoltando i suggerimenti che 12 mesi fa dispensava Benitez, non sarebbe stato difficile intravedere i segni del tempo nel tessuto di una squadra battagliera ma logora, che solo un mostro come Eto'o lo scorso anno ha mantenuto a livelli di competitività accettabile.

Ma torniamo alla Juventus. Vincere il campionato è davvero possibile? Esistono le premesse per fare questo discorso, dopo due orrendi settimi posti e lo sfascio a cui abbiamo assistito? 

Paradossalmente, il miglior asset di cui dispone la squadra è l'attuale vuoto di potere della Serie A. Ci sarebbe il Milan, la cui spina dorsale è però piuttosto attempata per spingere al massimo sia in campionato che in Champions League, e i rossoneri, se a marzo saranno ancora in corsa, fatalmente sceglieranno la coppa, più remunerativa per la società, e tutto sommato anche più a portata di mano, nonostante le altre pretendenti sembrino più attrezzate. C'è il Napoli, pericolosissimo nei 90 minuti, ma ancora incostante, e privo dei rincalzi necessari per avere nervi e muscoli saldi nel doppio impegno. La miracolosa Udinese di Guidolin può dare fastidio a molti, ma dipende troppo da Di Natale, e se Totonno non è in giornata, son dolori. Aggiungiamo che Luis Enrique a Roma ha il suo bel daffare, e che la Lazio ha qualità sì, ma non da primo posto, e il quadro è fatto: se Conte saprà trasmettere ai suoi ragazzi un po' più di arroganza, una maggiore consapevolezza nei propri mezzi, e caverà qualcosa da Krasic, Quagliarella ed Elia, finora emarginati dal progetto, allora ci siamo, ce la possiamo giocare.

Ovviamente pregando che Pirlo e Lichtsteiner non si facciano mai male, perchè alternative di quel livello non ne abbiamo, e bisognerà arrangiarsi con quello che passa il convento. Ma con gente come Vidal, Marchisio, Matri e Vucinic, e uno stadio che è un vero top player, si può ben dire che gioventù, entusiasmo e forza non manchino. E la fame di vittorie è leonina, anzi mostruosa.

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