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Stereophonic-non-Stereotypical

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I MOSTRI DI DAEGU

Lemaitre.jpg

 

Le imprese di Bolt e delle frecce nere giamaicane sono sotto gli occhi di tutti. Eccezionali. Stratosferici. Il 37''04 con cui si sono presi l'oro nella 4x100, con il lusso di Asafa Powell in panchina, e i birilli americani spazzati via neanche li avesse travolti l'uragano Gilbert, fa pensare che nessun risultato cronometrico sia precluso a questi meravigliosi atleti.

La loro eccezionalità è tale perfino da offuscare l'altra grossa novità che ci arriva dalla Corea; anche se in realtà lo sapevamo da un po', oggi è ufficiale: c'è un tizio francese che ha l'impudenza di correre i 100 metri in meno di 10 secondi, e ora anche i 200 in meno di 20; il tizio ha da poco compiuto 21 anni, non ha fasce muscolari poderose come Donovan Bailey, o nervi d'acciaio come Linford Christie, e neanche il culo basso e le frequenze di Maurice Greene; e no, non ha neppure la falcata ampia ed elegante di Carl Lewis; è alto e secco, e va come un treno, e soprattutto è bianco, maleducatamente bianco, in uno sport che i neri dominano da sempre o quasi, lasciando agli altri solo le briciole.

Sul Monte Rushmore degli sprinter più veloci di sempre, Bolt, Powell e Gay, è spuntato un capoccione inatteso, che manda a farsi benedire le statistiche, e con esse anche lo stereotipo che associa invariabilmente al centometrista una morfologia da bodybuilder; Lemaitre in un anno, questo, ha grattugiato cinque centesimi al primato francese dei 100, portandolo a un superlativo 9''92, e poi a Daegu, forse risucchiato dalla ciclonica volata di Re Usain, è riuscito a strappare a Gilles Quènèhervè anche il suo antico record dei 200, scendendo con 19''80 a un livello che solo Pietro Mennea in un fresco pomeriggio a Città del Messico ha potuto avvicinare, quando era al top della carriera, e si infliggeva allenamenti quasi disumani.

Invece questo Lemaitre, col suo fisico asciutto da gazzella, improvvisa un po' alla partenza, non è compostissimo nella messa in moto (e quindi, ha margini di miglioramento sia tecnici che strutturali), ma poi, altro che gazzella, parte a testa bassa come un bufalo, e già dai 40\50 metri quegli altri miserabili e poco performanti bipedi possono solo arrancare alle sue spalle.

E se prendiamo in mano gli annuari, a 21 anni nè Bolt, nè Gay, nè Powell filavano a questa velocità. Carta canta.

C'è solo da sperare nel buon senso del suo staff: Lemaitre è un diamante grezzo che va solo levigato, non una macchina da smontare e ricostruire. Se la medicina sportiva non lo stravolgerà, ne vedremo delle belle.

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