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Stereophonic-non-Stereotypical

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CHICAGO '84

Chicago-17-MFSL.jpg

 

D'accordo: è un cd anni '80.

Quindi sì, c'è il rullante che fa squash, il tastierone, il coretto.

Metà delle canzoni sono scritte e arrangiate da quel furbacchione di David Foster, che a casa ha un seminterrato solo per i dischi di platino. Aprire Wikipedia e controllare.

Nei credits di "Please Hold On" c'è perfino Lionel Richie, e si sente. Sembra di girare in macchina per Las Vegas di notte.

Ci sono anche delle superballatone che Joey Tempest creperebbe d'invidia.

Direi proprio che è musica pop, quindi.

Il guaio è che è fatta dai Chicago, e ciò significa che è un paio di spanne sopra la media del 1984. E un'altra spanna la guadagnano grazie a quelli della MoFi; la vecchia stampa target non era affatto male, il remaster Rhino scadente e fracassone, ma questa nuova Ultradisc (solo redbook, niente alta definizione), salta come le penne all'arrabbiata quando le spadelli per bene.

E questo, nota dell'ascoltatore pignolo, nonostante dei master probabilmente deteriorati, come ci dice l'accenno di print through all'inizio di "Stay the Night" ; i leggeri echi della battuta di rullante non sono altro che difetti del nastro, per cui lo strato sotto magnetizza quello sopra, e ogni tanto si sentono dei suoni, per così dire, in "preview". Succedeva anche con le vecchie audiocassette, quando le vostre ragazze le lasciavano sul cruscotto dell'auto a cucinarsi, e voi vi incazzavate come un muezzin. Se qualcuno ha una copia in cd del primo Led Zeppelin sa di cosa parlo.

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