Stereophonic-non-Stereotypical
"You bitched. You ran. You didn't fight. I forced the fight. And from the fifth round to the twelfth round, I was in your ass and you was ready to quit and you was blowing and puffing and went to your corner like a ragdoll, done, defeated, and knew that you lost that fight. That's how gangster I am."
Ogni tanto arriva qualcuno che ci ricorda quanto nello sport , come nella vita, il concetto di età sia straordinariamente relativo: se molti suoi colleghi superati i trent'anni sono già pronti alla pensione, vuoi per i colpi subiti, vuoi per uno stile di vita non consono alla professione, o vuoi solamente per un naturale logorio atletico, Bernard Hopkins detto "The Executioner" non ha la minima intenzione di smettere di stupirci, anzi il suo arsenale tecnico e dialettico pare arricchirsi ogni giorno di più; combatte usando il cervello prima del fisico, e seguendo la lezione del grande Sugar Ray Leonard, inizia la sua battaglia molto prima di entrare effettivamente sul ring, cosicchè il match diventa solo la parte finale del progetto, l'esecuzione materiale del piano.
Bernard è uno a cui la vita ha dato una seconda chance: sbattuto in carcere da ragazzino, ha trovato a fine anni '80 nel movimento pugilistico della sua Filadelfia una nuova strada, o forse è la boxe che ha trovato lui, e Hopkins grazie alla boxe ha progressivamente trovato se stesso, un nuovo se stesso, forgiato con l'allenamento, con la tenacia, e con sacrifici che tantissimi altri non hanno saputo fare ; e da questo nuovo se stesso, ottenuto grazie alla propria forza d'animo, è impossibile separarsi; neanche la fama e la ricchezza lo hanno scalfito di un solo millimetro, anzi la sua personalità ne è uscita sempre rafforzata. Hanno provato a farlo sentire indesiderato, a rimpiazzarlo con qualcun altro, a raccontare che era ormai finito dopo due sconfitte con un mediocre come Taylor, ma Bernard se usciva dalla porta rientrava dalla finestra, e nessuno ancora è riuscito a sbarazzarsi di lui, nemmeno Don King, a cui si afflosciarono i capelli quando Tito Trinidad crollò al tappeto e tutti i suoi piani andarono a monte.
Eppure Bernard potrebbe ormai fare qualsiasi altra cosa nella vita: è intelligente, provocatorio, ha una dialettica efficace e quando parla sembra un fiume in piena; è un nero al 100%, ma ha messo la testa fuori dal ghetto molto tempo fa, e di certi stereotipi se ne fotte: è diventato un businessman, e ha imparato a dire shit e fuck con meno frequenza di una volta; ha ancora un fisico eccezionale, piace alle donne, lo chiamano "Sexecutioner", ma niente sesso prima di un match, a certe regole non si transige, e idealmente sarebbe bello che parlasse un po' di queste regole a gente come i nostri Cassano e Balotelli, tanto per nominarne due a caso.
Se si ritirasse adesso forse gli farebbero un monumento da qualche parte, forse sarebbe anche giusto così, prima che il tempo gli presenti il conto e qualche mezza tacca possa macchiare il suo score, ma questo non è uno facile da fermare, e poi il sospetto è che possieda senso critico a sufficienza per capire da solo quando sarà il momento; per ora godiamocelo, per i busti in marmo c'è ancora tempo.