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Stereophonic-non-Stereotypical

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ALKA-SELTZER

leonardo

 

 

 

Sembra che Appiano Gentile stia tornando a essere il pollaio che era prima di Calciopoli; sono solo apparentemente buone nuove per i tifosi non interisti, perchè purtroppo la sostanza non cambia: in campionato le alternative ai nerassurdi scarseggiano, e anche il Milan, frettolosamente incensato dalla critica dopo una breve striscia di risultati interessanti, sembra in realtà affetto da una congenita fragilità nell'impianto di gioco, troppo imperniato sulle bizze di Ibrahimovic.

Ma è l'Inter che continua a sorprendere in negativo, anche dopo la (facile) vittoria nella coppa del mondo per club; l'Inter, l'unico caso, come hanno detto amaramente alcuni tifosi, in cui si scende dal carro del vincitore; un quarto d'ora dopo aver messo le mani sul trofeo, il pacato Benitez, fino ad ora massacrato dalla critica e poco difeso dalla società, dal banco della conferenza stampa sbotta di brutto, vorrebbe rinforzi da gennaio e maggior appoggio interno, e il presidente Moratti, che muore dalla voglia di rispondere per le rime, è costretto a tapparsi la bocca per non rovinare la festa, salvo lodare Materazzi “perchè è dalla parte della società”, come se il buon Rafa e la società stessero su due fronti contrapposti.
L'impressione è che Benitez avesse questo rospo in gola da un po': in fondo, è stato attaccato di continuo e anche accusato di colpe non sue, dato che a settembre la squadra al completo non aveva sfigurato, a parte la secca sconfitta in Supercoppa Europea, che però si disputa in agosto, un momento in cui è difficile, soprattutto dopo un mondiale, che le gambe dei giocatori girino nel modo giusto.

C'è da chiedersi allora chi abbia veramente scelto Benitez per il dopo Mourinho, visto che adesso viene trattato come un appestato, e se nessuno sapesse che in fondo lo spagnolo è un italianista maniaco della palestra; rimango comunque contrario al fatto di esternare alla stampa dei disagi che invece dovrebbero rimanere all'interno dello spogliatoio e dei corridoi della società, e certamente non è producente che l'allenatore di una squadra vada in mondovisione a dare dei vecchi bacucchi spremuti a dei giocatori che gli hanno appena fatto vincere un titolo mondiale, soprattutto considerando che si tratta della conclusione di un ciclo iniziato da un altro tecnico.

L'incredibile numero di infortuni subiti dai giocatori dell'Inter è comunque sospetto, e più di qualcuno lo addebita ai metodi di lavoro dello spagnolo; in effetti, si potrebbe malignare, lo scorso anno il suo Liverpool, già per altro afflitto da gravi problemi societari, vivacchiava a metà classifica in Premier League per colpa anche di numerosi infortuni, e a qualcuno potrebbe sorgere il dubbio che Benitez in fondo campi ancora grazie a quei 45 minuti di follia in cui il Milan gli consegnò la Champions del 2003.

Adesso si parla con insistenza di Leonardo come nuovo allenatore, già da dopo Natale, e sembra una scelta piuttosto curiosa, visto il DNA milanista dell'interessato, e la sua scarsa esperienza, anche se il poliglotta brasiliano è senza dubbio una persona estremamente intelligente e di ottimo appeal mediatico; qualche possibilità rimane anche per Walter Zenga, questo sì un interista DOC, e fornito del carattere necessario per tenere in mano lo spogliatoio, cosa che già faceva da giocatore, mentre ho seri dubbi che Fabio Capello possa assumere la guida di una squadra a metà stagione, considerando oltretutto che Don Fabio non si muove senza portarsi dietro il fedelissimo manager Franco Baldini, il che vorrebbe dire liquidare anche Marco Branca, braccio destro del presidente.
Storicamente, una delle stranezze dell'Inter è sempre stata quella di tentare dei trapianti difficili, sfidando lo stomaco dei propri tifosi, come quando fu scelto il nemico Trapattoni, che però si fece amare per la sua straordinaria etica del lavoro, oltre che per uno scudetto vinto a passo di record, oppure nel caso meno felice di Marcello Lippi, mai digerito dalla curva, e colpevole poi di aver imbottito la squadra di odiatissimi ex juventini, molti dei quali agli sgoccioli della carriera; non parliamo di Zlatan Ibrahimovic, campionissimo marchiato da Calciopoli, sulla cui provenienza juventina invece si soprassedette con una certa velocità, per non dover ammettere che era stato una pedina decisiva nelle vittorie della Juventus capelliana, molto più che le telefonate di Moggi.
Quindi sarà Leonardo molto probabilmente a dirigere le operazioni alla ripresa del campionato, Benitez tornerà a Liverpool a meditare su questo tourbillon di avvenimenti, e forse un altro brasiliano dai geni sospetti potrebbe aggiungersi alla truppa, proprio quel Riccardino Kakà che tante volte ha fatto soffrire l'Inter nel derby. Non sarà facile da digerire.

 

 

 

 

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