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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 15:48

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Se la Juventus macina gioco come sempre, mette in mezzo cento palloni e altri cento li fa gravitare intorno all'area avversaria, imbastisce una montagna di azioni d'attacco, e poi si ritrova sconfitta da due contropiedi, o anche solo a passare ai supplementari contro il Milan peggiore dell'ultimo decennio, il motivo è uno e uno solo: manca un vero centravanti, l'uomo al posto giusto nel momento giusto, quello in cui ad esempio Matri non è quasi mai, e in cui nè Giovinco nè Vucinic e nemmeno Quagliarella sanno stare, per la loro tendenza naturale a partire da lontano.

Le migliori speranze del popolo juventino erano riposte proprio in Fabio, che ha qualità da grande attaccante, astuzia, velocità, capacità acrobatiche, e sa calciare da tutte le posizioni, ma Quaglia l'ha fatta grossa inveendo su Alessio, così gli tocca stare in castigo in panchina, e se continua a non giocare non troverà mai la continuità che gli serve. Vucinic ha sempre segnato poco, e i suoi compiti sono altri, Giovinco è troppo fumoso e deve tirare in porta venti volte prima di centrarla, mentre Matri, uno che in teoria i gol li saprebbe fare, sta vivendo una fase involutiva talmente drammatica che ormai non sa più neanche fermare un pallone decorosamente, e il match di mercoledi l'ha confermato in pieno.

Pare che per Llorente l'accordo sia quasi fatto, ma el Rey Leon arriverà a giugno e nel frattempo c'è un campionato da vincere, e una Champions in cui bisogna fare ogni sforzo per andare avanti il più possibile. Drogba in leasing è una genialata degna di Galliani, però chissà se l'ivoriano è davvero in forma dopo i mesi passati a Shanghai a vivere come un pascià, e se è davvero il caso di ricoprirlo di soldi.

Fatto sta che siamo ancora primi, e il +5 sulla seconda resta un vantaggio rassicurante. Ancor più rassicurante è il fatto che la seconda sia la Lazio, dato che le romane spesso ai primi refoli primaverili si squagliano, ma la Juventus deve principalmente guardare a se stessa, e conoscere i propri limiti, altrimenti il salto di qualità che ci auguriamo tutti è rinviato all'anno prossimo.

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Published by Doyle - in sport
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