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21 giugno 2012 4 21 /06 /giugno /2012 19:24

Night-Beat-SACD-front.jpg

 

 

Per chi non lo sapesse, George Marino è scomparso improvvisamente pochi giorni fa, ad appena 65 anni. Per chi non sapesse chi è George Marino, trattasi di una specie di leggenda degli studi discografici, nonchè del mastering engineer responsabile delle edizioni in LP e compact disc di alcuni degli album più famosi di sempre; dico AC\DC, Led Zeppelin, Whitney Houston, Bon Jovi, Metallica, Michael Bublè, giusto per menzionare i primi che vengono in mente.

Ultimamente, George era coinvolto nel progetto delle straordinarie ristampe Analogue Productions, ed eccolo qui spuntare nei credits di questo magnifico "Night Beat", un album soul di superlativa qualità sonora e artistica, colpevolmente scomparso dagli scaffali dai tempi della sua penultima incarnazione digitale, un'edizione AbkCo del 1995 che, oltretutto, pare non fosse malaccio.

Il guaio è che dal '95 a oggi, oltre ad essere scomparsi molti cd, sono scomparsi anche molti scaffali, e i pochi rimasti propongono in gran parte robaccia commerciale usa-e-getta. I bei tempi del negozietto sotto casa sono andati da un po', e bisogna arrangiarsi con lo shopping online, una gran cosa certo, ma che ha tutt'un altro fascino per chi ha maneggiato dischi per venticinque anni come il sottoscritto.

Fatto sta che con un po' di pazienza, fra email, tempi di spedizione, tasse doganali e postini in vertenza sindacale, si riesce ancora a godersi qualche disco ben registrato, di quelli che ti mettono in faccia un sorriso scemo per mezza giornata. Nel caso specifico, la ricetta è sorprendentemente semplice; mettete in pentola un'eccellente registrazione del 1963, con quella stereofonia un po' radicale, e con la ricca e versatile vocalità di Sam Cooke proprio al centro; aggiungete un tecnico d'eccellenza, uno studio di registrazione all'avanguardia come Sterling Sound, e una mastering chain al di sopra di ogni sospetto (Sony DADC parrebbe), ed eccoci qui, sorriso scemo garantito. A me sono bastati i primi trenta secondi di "Nobody Knows the Trouble I've Seen", ma se servisse, insistete fino a "Get Yourself Another Fool", e anche i cuori più pietrificati finiranno in mille pezzi.

 

E poi, chi ama i Journey e soprattutto Steve Perry potrebbe avere una grossa sorpresa; indovinate chi è il suo cantante preferito?

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Published by Doyle - in music
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