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11 settembre 2013 3 11 /09 /settembre /2013 15:22

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Manca poco ormai, anche perchè di Gordon Ramsay non ne potevamo più; la NBC ci ha impacchettato un esperto di cucina altrettanto famoso, ma un po' diverso dal solito chef stellato. L'emittente americana s'è presa un rischio non da poco, perchè il mefistofelico psichiatra forense Hannibal Lecter nella mente di tutti ha un volto ben preciso, quello di Sir Anthony Hopkins; anzi, nonostante l'ottimo Brian Cox di "Manhunter", e qualche filmetto collaterale dimenticato dai più, Hopkins è Lecter, e non solo per l'aplomb britannico e la dizione impeccabile. Soltanto un attore straordinario può trasfigurare se stesso nel male in persona indossando una banale t-shirt e i pantaloni del pigiama; con la voce, l'espressione del volto, e quel lampo demoniaco negli occhi, Sir Tony si prese l'Oscar, nel 1992, pur comparendo in scena per soli sedici minuti, e quasi sempre rinchiuso dentro una cella.

Adesso tocca al danese Mads Mikkelsen interpretare un Lecter più giovane e soprattutto a piede libero; è evidente che la scelta del regista Bryan Fuller sia caduta sulla maschera ancora prima che sull'attore: molto meglio che cercare un imitatore di Hopkins, e soccombere inevitabilmente nel confronto. Mikkelsen ha un volto glaciale e impenetrabile, e una pronuncia inglese di stampo British un po' meccanica, che tradisce le origini nordeuropee; con quella faccia è un cattivo nato, com'era Jack Palance ai vecchi tempi dei western, e non per niente è stato un villain di qualità nella rinnovata serie di 007. Ma anche se è stata la sua faccia prima di ogni cosa a renderlo famoso fuori dalla madrepatria, Mikkelsen è un ottimo interprete, e lo dimostra ampiamente nell'arco di tutta la serie; il suo Lecter è pacato, ospitale, cortese, enciclopedicamente colto, impeccabile e un po' retrò nell'abbigliamento, con quelle cravatte arabescate e il nodo Windsor in bella mostra; è freddo e tagliente come un bisturi, scientificamente malvagio, e malvagiamente scientifico allo stesso tempo; ha la conoscenza come obbiettivo primario, e viviseziona il male con mano ferma, senza tradire nessuna emozione, nemmeno quando, nell'interazione col suo emotivo alter ego, il vivisezionato finisce per essere egli stesso.

Già perchè nella serie non mancherà il tormentato profiler Will Graham, già interpretato in passato da William Petersen (ebbene sì, il Gil Grissom di "CSI") in "Manhunter" e da Edward Norton in "Red Dragon"; per contrastare la discesa in campo del Diavolo in persona, la regia ha scelto le sembianze da Cristo sofferente di Hugh Dancy, trentottenne inglese dello Staffordshire, già visto insieme a Mikkelsen in "King Arthur" di Antoine Fuqua.

Il Graham disegnato da Fuller è un Cristo non solo nell'aspetto: grazie alle sue soprannaturali capacità empatiche prende su di sè i peccati del mondo, immedesimandosi profondamente nella logica scellerata dei criminali che insegue fino ad esserne sconvolto; assorbe il male come una spugna tanto da rischiare di esplodere, anzi di implodere, affogando in un bagno di sangue, e sarà Lecter a occuparsi di lui, con genuino interesse, fino a farne una cavia, un topo da laboratorio per le sue indagini psichiatriche, almeno finchè la cavia non gli si rivolterà contro.

Dunque la serie ruoterà intorno a questi due personaggi, con Laurence Fishburne nel ruolo di Jack Crawford, capo dell'unità di Scienze Comportamentali del FBI, Caroline Dhavernas forte e attraente nel ruolo della psichiatra Alana Bloom, con cui Graham avrà spesso a che fare, e poi, oltre al resto della squadra di Will, una giornalista ficcanaso, la figlia traumatizzata di un serial killer, una Gillian Anderson molto sexy e ambigua nel ruolo dell'analista di Lecter, e perfino lo stand-up-comedian Eddie Izzard, che avrà una parte ben poco comica.

Tutto questo ben di Dio dipinto con una tavolozza di colori degna di David Lynch, alla cui estetica dark e surreale, per fortuna solo a quella, il giovane regista per sua stessa ammissione dice di ispirarsi; il guaio è che se ne accorgerà solo chi riesce ad acchiappare il canale ad alta definizione, che dai noi fra l'altro non è nemmeno poi così alta. Non fruire della HD infatti, significherebbe depotenziare pesantemente la cifra stilistica del telefilm, che vive su dettagli visivi minuziosi, e purtroppo, considerata la qualità scadente del segnale digitale Mediaset in gran parte dell'Italia, c'è da scommettere che accadrà; un altro paio di cose fra quelle che ci perderemo nella versione italiana saranno il tono gelido di Mikkelsen, che diventerà più caldo, anche se certamente più perverso, con la voce, splendida, ma radicalmente diversa, di Roberto Pedicini (ricorderete il sadico Kevin Bacon\ Sean Nokes di "Sleepers", tanto per farsi un'idea, o Kevin Spacey quando dà di matto) e purtroppo anche il bisbiglio da chat erotica di Gillian Anderson, che fa presagire dei precedenti ad alta temperatura fra lo psichiatra e la psichiatra dello psichiatra.

Lo so già, ci toccherà comprare l'edizione in blu-ray, e fare spazio nello scaffale cinema, perchè pare che le stagioni previste siano sette, e i colpi di scena parecchi.

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Published by Doyle - in roundabout
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