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5 febbraio 2013 2 05 /02 /febbraio /2013 12:31

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L'ultima giornata di campionato fa molto anni '90; l'Inter gioca malissimo, perde, e il suo allenatore rischia; il Milan rubacchia un rigore al 94' e via con la festa, mentre Zeman, campione d'Italia in pectore già da fine luglio, dopo l'ennesima partitaccia viene esonerato a furor di popolo, e stavolta non c'è nemmeno Moggi da incolpare, anche se dovrebbero aver visto tutti (dico dovrebbero, non si sa mai) che la Roma finora ha fatto schifo di suo.

E aggiungiamoci pure che la Lazio, una buona squadra fuori, ma sempre una provinciale dentro, per eliminarci dalla Coppa Italia (con la fattiva collaborazione dell'arbitro Banti), è rimasta talmente a secco di energie mentali da perdere con Chievo e Genoa prima e dopo il vittorioso scontro infrasettimanale, scivolando a -9.

Purtroppo per Petkovic le suddette squadre, provinciali sia dentro che fuori, non si sognano miminamente di praticare un calcio offensivo, e quindi non è stato possibile starsene novanta minuti rintanati nella propria metacampo aspettando l'occasione buona. Il mister bosniaco sarà anche un genio, come certe testate giornalistiche filo-romane stanno cercando di farci credere, ma non ha ancora fornito la sua squadra di un piano B diverso dall'italianissimo ruba-palla-e-riparti.
Piano B che manca del tutto anche a Stramaccioni, il tesoro di papà Moratti (e della Gazzetta) che con l'Inter sta sprofondando e ormai pare aver terminato anche il credito accumulato grazie alla miracolosa vittoria autunnale in casa nostra. Un'opinione diffusa pare essere quella che per salvare la baracca in casa nerassurda bisognerebbe lasciar da parte la gratitudine e liquidare al più presto ciò che rimane della vecchia guardia, ma è troppo facile. Samuel, Cambiasso, Zanetti, Chivu e Milito sono ancora tra i migliori e possiedono un bagaglio tecnico, agonistico e caratteriale di prim'ordine, molto più del loro inesperto allenatore.  E pensare che nel frattempo c'è gente come Ventura o Ballardini che allena squadre di mezza classifica.

In serata il Milan gioca una partita discreta, il nuovo idolo Balotelli scaraventa in porta il secondo pallone che tocca (un buon segno, non c'è che dire) ma ci vuole poi il secondo rigore farlocco da tre punti, dopo quello di Isla, per garantire la vittoria ai rossoneri e impacchettare la prima doppietta milanista di Supermario. Già si parla di nuovo di scudetto, di Milan che rialza la cresta, ma per ora i  punti sono gli stessi dei disgraziati cugini, cioè -12 dalla vetta, quindi calma e gesso, perchè poi in vetta ci siamo ancora noi, nonostante aglie, fravaglie e macumbe ca' nun quaglie. E sabato sera c'è Lazio-Napoli.

 

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Published by Doyle - in sport
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