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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 12:23

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Riassumendo: Schumacher si ritira a 37 anni, carico di gloria, con un conto in banca da far invidia a un sultano e con la reputazione di essere il migliore di sempre; rimane nel backstage della Ferrari come consulente e test driver, ma stare nell'ombra sostanzialmente non fa per lui, e l'infortunio di Massa nel luglio 2009 gli permette di abbozzare un primo tentativo di rientro, abortito per via dei postumi di un infortunio al collo; poi a fine anno, sotto Natale, il clamoroso annuncio: la Mercedes, che ha appena fagocitato la Brawn GP campione, lo affiancherà a Nico Rosberg, legandolo con un impegnativo contratto triennale, si dice per la modica somma di un paio di milioni di euro al mese.
Dunque sembra tutto pronto per un'altra pioggia di vittorie: la scuderia è ricca e potente, c'è di nuovo quel furbacchione di Ross Brawn alla console, e soprattutto c'è il Cannibale al volante, uno che insieme a Brawn è riuscito a trasformare la Ferrari dalla carriola che era a un bolide imprendibile e pluripremiato. Ma invece, sorpresa, il 2010 rimarrà nella storia come la prima stagione dal 1991 in cui il supercrucco non solo non riesce a mettersi in tasca nemmeno una vittoria, nè una pole position, nè un podio, ma neppure lo straccio di un giro veloce, tanto per dare l'idea di quanto sia stato clamoroso il flop della Mercedes.

Dunque chi glie l'ha fatto fare a kaiser Michael? La Formula 1 è uno sport pericoloso, e già essersela cavata per diciassette stagioni con pochi danni (una gamba rotta per la cronaca, in quell'infausto GP di Silverstone nel '99) è una gran cosa: escludendo che sia solo una questione di soldi, immaginiamo dunque che a Schumi mancasse l'adrenalina della gara, e che a un certo punto, la voglia di digrignare il mascellone volitivo e aggredire l'asfalto e gli avversari come ai vecchi tempi abbia preso il sopravvento, ma di questo non c'è da sorprendersi. Quello che stupisce è che certamente a Michael mancava soprattutto la vittoria, o quantomeno la competizione ai massimi livelli, e invece si ritrova a vivacchiare stancamente ai margini della classifica, senza che la Mercedes mostri la minima chance di potersi risollevare dall'ignominioso anonimato in cui è piombata da qualche anno. Che il Cannibale abbia perso lo smalto? E' davvero finita? Ancora non si può dire, ma quel che è certo è che desistere non sarebbe da lui.

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Published by Doyle - in sport
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