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10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 00:14

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Avevo quasi perduto le speranze ma fra i pacchetti natalizi ritardatari è spuntato anche un cartoncino griffato Amazon che aspettavo da un po'.  Conteneva varie cosucce ma soprattutto l'eccellente ristampa MoFi di "By the Light of the Moon" dei Los Lobos, di cui parlerò non appena avrò tempo per una session di ascolto seria, e una poderosa Deluxe Edition, "Sacred Heart" di Ronnie Dio, che non ho potuto fare a meno di scartare subito e infilare nello stereo, scatenando il ciclone di "King of Rock 'n Roll" neanche fossimo davvero nel 1985, quando Ronnie era al top e l'heavy metal una cosa seria.

Andy Pearce si è recentemente occupato della rimasterizzazione di tutti i titoli dei Black Sabbath, con un certo successo, (fatta eccezione per "Paranoid", davvero nulla di speciale), e poi di seguito, sempre per la Universal, anche del favoloso triennio '83\'85 dei Dio, proprio nello stesso arco di tempo in cui anche Steve Hoffman e Stephen Marsh alla Audio Fidelity lavoravano su "Holy Diver" e "The Last in Line"; con tutto il rispetto, Pearce non è Steve Hoffman, e i due gold disc restano le mie edizioni di riferimento, ma il mastering proposto dal produttore inglese è di tutto rispetto, considerato che il materiale su cui lavorare, parola di Steve Hoffman, era in entrambi i casi decisamente ostico, e temo lo sia stato anche per quanto riguarda "Sacred Heart", visto il sound costipato di questa release. L'impressione che ho avuto, già dall'inizio, è che la vecchia edizione in vinile suonasse decisamente meglio, ma forse è semplicemente passata molta acqua sotto i ponti, e il pur venerabile metal anni '80 mostra i segni impietosi del tempo, paradossalmente ben di più di quanti ne mostrino tantissimi album storici della decade precedente. Oppure, più semplicemente, il buon vecchio metallo pesante è proprio nato per stare su un LP, e non per essere sezionato in asettiche stringhe digitali.

E a proposito di vinile, quelli, a metà Ottanta, erano gli anni in cui ci spiegavano che avremmo dovuto rottamare tutti i nostri long playing, che erano roba obsoleta, ed ecco invece che quei vecchiumi gettati frettolosamente dalla finestra stanno rientrando dalla porta principale, a trenta euro l'uno (e anche peggio), oltre che venir evocati continuamente dalle confezioni di queste ristampe vintage. Se poi la Universal in un sussulto ecologista abolisce l'usuale sopracopertina in plastica trasparente tipica delle DE, sostituendola con una (meno inquinante?) fascetta adesiva, ecco che queste nuove Deluxe sembrano proprio i grassi grossi doppi album di una volta, pieni di foto e noterelle interne da spulciare; il ricco booklet è a cura di Malcolm Dome, firma storica di Kerrang!, che a dirla tutta non si dev'essere esattamente spremuto le meningi per scrivere quelle quattro cose, ma il bello di questa DE ( e anche delle altre due) è ritrovare nel bonus disc una serie di tracce live familiari ai fan di Ronnie almeno quanto l'album stesso, tracce provenienti da 45 giri usciti all'epoca, che erano merce appetitosa per i collezionisti (come me, ahem), e si trovavano solo nei negozi più specializzati. A fornire gli scan delle copertine originali infatti, from a fan, to the fans, è stato Tapio Keihanen, uno che da anni raccoglie minuziosamente nella sua pagina web (www.dio.net) tutte le informazioni possibili sulla vita e la carriera di Ronnie, tanto da essere più fornito della Universal stessa, che incredibilmente deve fare ricorso a un collector per reperire del materiale: sicuramente una soddisfazione enorme (e meritata) per Tapio, che dopo anni di lavoro oscuro si vede menzionato in un disco del suo idolo.

Nel caso specifico di "Sacred Heart", le tracce live extra vengono dal 45 di "Rock 'n Roll Children", un singolo che soggiornò anche nelle classifiche pop per un po', e più esattamente da un concerto del 13 settembre '85 allo Spectrum di Philadelphia (esatto, quello di Rocky contro Apollo Creed), e poi, dall'EP "Intermission" (S.Diego Sports Arena, 12 giugno '85), uscito un anno dopo già con Craig Goldie in copertina e Vivian Campbell ormai esodato. Dando un'occhiata alle tracklist delle altre DE (thank you Amazon), gli altri 45 riesumati sono "Mystery" (con due brani live datati 24 luglio '84, Spokane Coliseum Washington, un concerto superlativo di cui circola da saecula saeculorum una croccantissima incisione semiprofessionale) e "Hungry for Heaven"  (con "Holy Diver" e "Rainbow in the Dark" estratti dalla gig di Castle Donington '83, ottima anche quella e già uscita in edizione completa). In più la DE di "Holy Diver" offre brani "live in Holland 1983" (di qualità non eccelsa), mentre "The Last in Line" recupera un fragorosissimo "Pinkpop Festival '84" , anch'esso registrato in Olanda e largamente bootlegato negli anni d'oro. Certo, avere l'intero "Spokane '84" rimasterizzato da Andy Pearce sarebbe stato chiedere troppo, ma la speranza è l'ultima a morire.

Quindi ricapitolando: "Sacred Heart" è un ottimo album, merita la medaglia di bronzo dopo "Holy Diver" e "The Last in Line", da cui non si discosta molto, e rappresenta un momento, forse l'unico, in cui Ronnie ha concesso qualcosa alla sua vena melodica, ma senza farla grossa come capitò per esempio ai Judas Priest con "Turbo"; solo un po' di tastiere per dare maggior dimensione al sound del gruppo. Per il resto, Ronnie ruggisce come sa, Vinnie Appice martella ossessivamente, e Vivian Campbell fornisce corrente elettrica ad altissima tensione; peccato che oggidì l'hard rock non gli interessi più, perchè ci sapeva fare davvero.

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Published by Doyle - in music
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