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25 aprile 2012 3 25 /04 /aprile /2012 16:10

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Anche i meccanismi più precisi si possono inceppare. I foschi presagi dell'andata si sono avverati, e il Barcellona si ritrova fuori dalla finale, dopo aver dominato in lungo e in largo per 180', aver spazzolato pali e traverse, e ridotto un avversario illustre come il Chelsea a rintanarsi nella propria area rinunciando quasi del tutto a giocare. La crudeltà di questo sport farà sì che i londinesi catenacciari passino da eroi, e che una squadra intraprendente, tecnica e offensiva perda il suo (meritatissimo) titolo senza neanche avere molto di che rimproverarsi, dopo aver imbastito mille azioni da gol e tentato il tutto per tutto fino all'ultimo minuto.

Evidentemente, il destino vuole che i catalani ogni tanto rivivano i loro incubi; l'andamento di questa semifinale ricalca perfettamente quella di due anni fa contro l'Inter dell'Innominabile; stesse barricate, stesso bombardamento, l'avversario in 10, il gol annullato (che quella volta era pure buono, mente ieri sera no, anche se solo per mezzo metro), la percentuale bulgara di possesso palla, e le inevitabili scemenze retoriche dei giornali e dei vincitori.

Il Chelsea piaccia o non piaccia volerà a Monaco. Col morale alto, per una vittoria insperata e improbabile, ma anche pesantemente menomato dalle squalifiche di Terry, Ivanovic e Ramires, l'autore del pesantissimo away goal che ha sostanzialmente regalato la qualificazione al team inglese. Lo spirito battagliero non manca a questa squadra, quindi sarà senza dubbio una degna rivale per Real o Bayern, ma ancora una volta la Coppa Campioni, come ai vecchi tempi dell'eliminazione diretta, non sembra consegnare al teatro della finale i naturali candidati alla vittoria.

A Guardiola, che si conferma un gentleman anche dopo una partita del genere, non resta che riflettere sul presente e sul futuro, su un gruppo che certamente ha ancora molto da dare, ma anche su se stesso, perchè forse davvero è arrivato il momento di cambiare, dopo un quadriennio favoloso, o forse no, perchè con una bruciatura del genere addosso, la voglia di rifarsi è enorme, e al momento, non c'è posto migliore che Barcellona per ricominciare a vincere.

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Published by Doyle - in sport
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