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4 ottobre 2011 2 04 /10 /ottobre /2011 10:41

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Aspettavamo dei segnali forti e chiari dal campionato ed eccoli qua, già ai primi di ottobre. E' ben vero che la Serie A aveva bisogno di aria nuova, dopo i trionfi calciopolari dell'Inter e il colpo di coda dei vecchi draghi rossoneri l'anno scorso; ebbene, l'aria nuova è arrivata tutta in un colpo, come un uragano, spazzando via l'ancien regime milanese, soprattutto grazie al Napoli, che in pochi giorni ha messo KO sia Milan che Inter, e sta via via acquistando sempre maggiore confidenza nei propri mezzi; adesso poi ci si è messa anche la Juventus, protagonista domenica sera di una prestazione dominante contro i campioni d'Italia, o quantomeno quel che resta di essi, considerato ciò che si è visto in campo.

Sì perchè il match di Torino va esaminato con attenzione; la Juventus ha certamente aggredito, pressato, attaccato, messo alle corde il Milan, dominando in lungo e in largo, pur con qualche imprecisione nel palleggio e numerosi errori negli ultimi 16 metri (errori che potevano costare carissimi, con un avversario più in palla); Vucinic ha fatto l'Ibrahimovic, agendo sia da centravanti che da regista offensivo, con i centrocampisti che cercavano a turno l'inserimento vincente, e la difesa non ha concesso nulla, se non un tiro-cross di Boateng quasi fortuito, ma l'impressione generale è stata quella di un Milan completamente alla frutta nei suoi uomini migliori, forse ancora più alla frutta di quanto non lo fosse nel '97, quando la Juve di Lippi e Zidane lo travolse 6-1 in quel di San Siro, e sicuramente più alla frutta della stessa Inter, che perlomeno ha l'alibi del pessimo arbitraggio di Rocchi, e dispone comunque di un superiore spirito combattivo, nonostante la carta d'identità sbiadita di molti dei suoi decrepiti guerrieri.
E' stata una vittoria meritata, e un momento importante per il campionato bianconero, ma aver passeggiato sulle macerie del Milan non dev'essere certo un punto di arrivo per una squadra che deve ricostruirsi soprattutto moralmente; i veri ostacoli saranno altri. Per ora, il Napoli è ancopra una spanna sopra, per l'ammirevole gioco collettivo, lo straordinario agonismo, e un contropiede ferocissimo; la Juventus deve acquistare concretezza e perdere frenesia, e, punto fondamentale, vincere le sue paure, quelle ereditate da due anni disastrosi. Conte è sulla strada giusta, ma c'è ancora molto da fare.

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Published by Doyle - in sport
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