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8 aprile 2013 1 08 /04 /aprile /2013 15:07

Vucinic-mutande.jpg

 

Chissà cos'hanno pensato a Monaco vedendo Vucinic in mutande che sbandiera i suoi calzoncini. "Ma è questo tizio qui che dovrebbe farci preoccupare mercoledi sera?". Ebbene sì. La manovra offensiva della Juventus 2012/2013 dipende fortemente dagli estri di questo ombroso montenegrino trentenne, che in quanto a mero talento ha ben poco da invidiare anche a colleghi molto più illustri, eppure fa imbizzarrire i suoi tifosi se non ha in corpo gli stimoli giusti.

E' un giocatore da highlights, Mirko. Riguardando un qualsiasi riassunto della partita col Pescara, è evidente che le pensate migliori del match sono sempre le sue; però, il pregio di un highlight reel ben fatto è che non ci sono le pause, nè quelle del gioco, nè quelle di Vucinic, che ogni tanto si assenta dalla partita e pensa ai cazzacci suoi, perchè banali questioni agonistiche e tattiche potrebbero inquinare la sua classe cristallina.

Se esistessero solo gli highlights, Marotta avrebbe già venduto Mirko agli sceicchi del Paris Saint Germain per una camionata di miliardi e allo Stadium servirebbero champagne e ostriche a tutti i quarantamila presenti. Invece, le partite durano 90 minuti e Mirko ce l'abbiamo ancora noi, col suo sorriso serafico e quello giocate da brasiliano ad honorem.

Soprattutto, ce l'avremo anche mercoledi, per provare a fare il miracolo dopo l'orrida prestazione di Monaco; il nostro tasso di imprevedibilità si alza se c'è il bandolero stanco di Niksic a fare da raccordo tra centrocampo e attacco. Il contributo che offre alla fluidità della manovra offensiva è fondamentale, e se il suo radar è acceso, possiamo aggredire gli spazi con grande efficacia e sorprendere la difesa del Bayern, poderosa ma statica come una linea Maginot. La qualificazione rimane appesa a un filo, certo, ma è altrettanto certo che un gol nella prima mezz'ora riaprirebbe tutti i discorsi. Altrimenti, onore al Bayern, che all'andata ha giocato alla grande, e palla a Marotta e Paratici, che scovino qualche giocatore da Juve, e trasformino una dolorosa eliminazione ai quarti di finale in un'esperienza altamente formativa.

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Published by Doyle - in sport
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