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3 aprile 2012 2 03 /04 /aprile /2012 00:04

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Dai duelli fra Boniperti e Viola alle polemiche di oggi, di tempo ne è passato un bel po', ma discutere sui centimetri è rimasta una costante del nostro campionato, anche se con toni ben diversi da allora, perchè i presidenti di Roma e Juventus erano, spiace dirlo, di ben altra altra pasta, e urlatori e opinionisti da strapazzo erano confinati nelle emittenti locali. Oltre che per il famoso gol di Turone, l'ingegner Viola ebbe da lamentarsi, 2 anni dopo, anche della crapata di Sergione Brio, che il 6 marzo '83 diede la vittoria alla Juventus all'Olimpico. Secondo il gran capo romanista, Brio era in fuorigioco, e mannaggia, con la Juventus era sempre "questione di centimetri", sicchè Boniperti con la consueta ironia gli fece avere in regalo un righello, e Viola, con altrettanto humour, replicò che quello era un arnese da geometri, qual era infatti il Giampiero da Barengo, e non da ingegneri.

Fra i dirigenti sportivi c'era un rispetto reciproco, una cavalleria, che ultimanente non si vede più, e in televisione, l'austerità della Rai non permetteva gli schiamazzi che oggi imperversano in cento canali della moderna TV digitale, nonostante a Viale Mazzini la componente giallorossa fosse in decisa maggioranza.

Ma se prima i centimetri erano un grattacapo, adesso sono diventati una malattia, e riguardo a ciò, è proprio la televisione ad avere le maggiori responsabilità; se il "Processo" di Aldo Biscardi è stato il principale promotore dell'escalation dal punto di vista dei meri decibel, con il compianto Maurizio Mosca alla testa del gruppone, poi le TV private, soprattutto, hanno esasperato ulteriormente i toni con la sciagurata invenzione del giornalista fazioso, che non è ormai più solo subdolamente di parte, come si usa ancor oggi in Rai 3, ma è un vero e proprio ultrà in giacca e cravatta, spesso perfino a libro paga della squadra del cuore, pronto a dire anche che la Terra è quadrata pur di difendere i propri colori.

Ma il guaio è che, come molti altri ultrà, la gran parte di costoro non ha mai dato un calcio a un pallone, nemmeno in Eccellenza, altrimenti saprebbero che misurare i centimetri, in un campo di cento metri, e in frazioni di secondo, è un insulto al buon senso e soprattutto allo spirito dell'antica regola del fuorigioco, che viene dai tempi in cui il rugby e il football diventarono ufficialmente due sport diversi, il primo da delinquenti, e il secondo da gentiluomini. L'attaccante non dovrebbe stare oltre l'ultimo difensore, nel momento in cui parte l'assist, per non avvantaggiarsi di tale posizione: non sarebbe cosa da gentiluomini, usufruire di un qualche vantaggio in una gara sportiva, ma riesce difficile pensare che un centimetro, o dieci centimetri, possano dar luogo al suddetto vantaggio, in un campo d'erba lungo cento metri; e infatti, dopo un ventennio di tecnicismi, di "tronchi corporei", di nasi, alluci, ciuffi di capelli più avanti o più indietro, in sede arbitrale si era detto, per amor di competizione, che nel dubbio era meglio lasciar giocare, perchè in fondo non è cosa da gentiluomini neanche stare a discutere di bazzecole come queste.

E invece no. Nel dubbio, il giornalista ultrà, il Biscardi e i biscardiformi, ci sguazzano; ci fanno trasmissioni di tre ore, fantasticano di complotti e sudditanze, e mentre a parole deprecano la violenza degli stadi, con il loro becerume la alimentano sconsideratamente; danno agli idioti un supporto dialettico, per quanto distorto, un motivo in più per riempirsi di mazzate, come se già non bastasse il tifare per squadre avversarie.

La ciliegina sulla torta è che i biscardiformi sponsorizzano la moviola in campo, l'equivalente dell'hawkeye tennistico, che qualche problema in effetti lo risolverebbe, perchè un conto è parlare di centimetri, un conto è un pallone che entra di mezzo metro, ma poi sarebbe grossa crisi per i cialtroni, toccherebbe andare a lavorare, perchè coi centimetri resterebbero, con nostra grande soddisfazione, disoccupati.

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Published by Doyle - in sport
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commenti

Daniele 04/03/2012 23:52

Eh, è vero, ai tempi c'era più eleganza anche nello sfottere e nel polemizzare, mentre ora si sono persi anche ironia e buon gusto. Le trasmissioni sportive si sono adeguate alle tribune politiche
(dove, come in una tribuna vera, ci si prende a mazzate di continuo), e le squadre si affrontano in tribunale prima che in campo...e questo ha fatto sì che mi allontanassi del tutto dal calcio,
tant'è che questo bell'articolo è la prima cosa che leggo da anni sull'argomento.
Condivido tutto, ovviamente, soprattutto la parte su hawkeye (e da malato di tennis ti confermo la sua utilità e semplicità). Un appunto però te lo faccio: non sono poi così sicuro che il calcio,
dei due sport citati, sia quello da gentiluomini ;) è un po' un luogo comune, eppure quella sensazione che ti dà una partita di rugby, in cui non trovano posto né proteste né simulazioni, il calcio
proprio non riesce a suscitarla.