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2 maggio 2011 1 02 /05 /maggio /2011 12:25

redioactive

 

 

È un segno dei tempi. Per far vedere di essere socialmente impegnati, pare sia strettamente necessario trovare qualcosa di cui indignarsi, ma dev'essere qualcosa per cui un buon numero di persone si sia già indignato, in modo da non fare la figura dei fessi; un'indignazione precotta quindi, già pronta in pochi minuti come gli spaghetti alla puttanesca in busta di una nota marca.
Perchè pensare quindi, se già ci sono Travaglio e Grillo o altri furbacchioni manipolatori a farlo per noi: meglio tenere il cervello spento.

Ricapitolando, per il momento la classifica dell'indignazione 2011 vede come capolista solitario, ma era ovvio, l'irraggiungibile Sua Emittenza il Cavaliere, vera e unica incarnazione del Male, su cui è concesso ormai dire qualunque cosa, e il quale a dire il vero non fa molto per proteggersi dall'odio di questa minoranza vociante, che ogni tanto sembra una maggioranza ma è solo per via del baccano che fa.
Però al secondo posto, new entry dell'anno dopo lunga assenza, ecco l'Energia Nucleare, questa entità diabolica, scomparsa dalle scene a fine anni '80 e tornata nei pensieri del signor Cittadino Preoccupato e Sinceramente Democratico, grazie all'oscena campagna di una certa stampa, e di una certa politica, che non avendo assolutamente nulla da proporre prova a crearsi una base di consenso con il vecchio trucco di coalizzare un bel mucchio di menti semplici contro un lontano spauracchio, questa volta, appunto, le centrali nucleari, e tutto ciò casca a fagiolo perchè ormai la vecchia pappardella dell'antifascismo non funziona più, è stata seppellita dalla storia l'Unione Sovietica paradiso dei lavoratori, e, guardando ai tempi nostri, anche la faccenda del riscaldamento globale si è rivelata una bubbola gigantesca, buona solo a mungere soldi pubblici.
Dunque serviva proprio un altro Babau con cui terrorizzare un po' di creduloni; le esplosioni, le radiazioni, i Nanocurie, questi pericoli nascosti e subdoli da cui però la sinistra italiana e solo essa potrebbe salvarci, se solo ci decidessimo a votarla in blocco; il latte e gli spinaci contaminati, l'aria avvelenata, il mare inquinato, la fine del mondo, l'Armageddon, si fa presto a spaventare la gente: se poi certi “alti livelli di radiazioni” sono più bassi di quelli a cui siamo sottoposto con una normale radiografia dentaria non importa, l'importante è indignarsi, e rinviare la soluzione dei nostri cronici problemi energetici di altri vent'anni, fantasticando con l'energia eolica e i pannelli solari.

Ma non è assoluto cinismo questo? Non è peloso senso civico? Era proprio il caso di trasformare una tragedia nazionale come quella che ha colpito il Giappone in una vile opportunità politica? O era meglio tacere, e magari osservare in rispettoso silenzio un paese in grado di incassare un colpo che avrebbe sbriciolato la nostra fragile Italietta e tutte le sue piccole miserie?

 

 

 

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Published by Doyle - in roundabout
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