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9 dicembre 2010 4 09 /12 /dicembre /2010 02:41

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John Lennon fu ucciso la notte dell'8 dicembre 1980 da un suo fan dichiarato, un certo Mark Chapman; la cosa agghiacciante è che poche ore prima l'assassino si era fatto autografare una copia dell'album "Double Fantasy", e addirittura il "Daily News" già il 10 dicembre era in possesso di una foto che immortalava l'evento.
Quella notte, Lennon e Yoko Ono tornavano da una session al Record Plant Studio: Chapman li aspettò sotto casa, davanti al condominio Dakota, nella 72esima strada ovest, con in mano una copia del "Giovane Holden" e l'album autografato: dopo aver sparato con la sua calibro 38 quattro colpi alla schiena del malcapitato, il portiere dello stabile riuscì a disarmarlo e nel frattempo il prezioso disco fu abbandonato proprio lì davanti , sicchè un tizio che passava per caso lo raccolse e lo consegnò alla polizia senza sapere nulla, e quando gli venne restituito si trovò improvvisamente in possesso di una delle più ambite "reliquie" della storia del rock; poi pare che Chapman, dal carcere, volesse intraprendere una causa legale per riavere il disco, allo scopo di metterlo all'asta e donare il ricavato all'associazione americana per il controllo delle armi da fuoco.
Tra l'altro, durante il loro periodo "politico", John e Yoko si erano fatti spesso fotografare dentro a un sacco, e per ironia della sorte il cadavere di Lennon in un sacco ci finì davvero, prima di essere cremato.

 

Parecchi cervelloni si sono cimentati con questo caso; secondo me, l'assassinio è stato semplicemente l'apice estremo di quella forma maniacale che colpisce i fans accaniti e li spinge a perseguitare i loro idoli, per così dire, fuori dall'orario di lavoro, quando sono in un certo senso persone "normali"; c'è gente che fruga nei sacchetti della spazzatura delle celebrità, per scoprire chissà cosa.
Lennon veniva da un periodo di cinque anni in cui non aveva pubblicato niente, anzi aveva abitato New York come un cittadino qualsiasi, e tutti lo potevano incontrare, perchè raramente aveva guardie del corpo; questo permise a Chapman di piazzarsi sotto casa sua e agire indisturbato, e il fatto che stesse leggendo un libro dimostra la sua relativa tranquillità; si racconta che avesse programmato l'omicidio per ottobre, cioè prima che uscisse “Double Fantasy”, e che poi avesse cambiato idea all'ultimo momento. E' vero anche, però, che quel particolare libro e la figura del protagonista, Holden Caulfield, quello che voleva combattere la falsità, l'ambiguità del mondo moderno, ossessionavano Chapman fin da ragazzo: l'omicida ne acquistò una copia nuova in una libreria di New York e ci scrisse “this is my statement”, e perfino in sede di processo volle leggerne un passo alla corte e più volte invitò i presenti a procurarsi il libro, “per capire bene cos'era realmente successo”. Ogni tentativo della difesa di far avere una riduzion della pena per infermità mentale in ogni caso fallì: Chapman è tuttora rinchiuso nel carcere di Attica, fuori Buffalo, e dal 2000 ogni due anni ha diritto a un'udienza in cui può chiedere di essere liberato, ma finora, per sei volte consecutive gli è stata negata la scarcerazione, l'ultima lo scorso settembre.

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Published by Doyle - in music
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