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19 ottobre 2012 5 19 /10 /ottobre /2012 15:37

 

Pinkeltje.jpg

 

Questo aggeggio non è una radiolina Fisher-Price per bambini; è il lettore compact disc in prototipo che Philips usò per illustrare le potenzialità della musica in digitale già nel 1979, battezzato Pinkeltje come lo gnomo di alcune popolari fiabe olandesi.

Sostanzialmente, il Pinkeltje era un prodotto non finito: questa che vedete è solo la meccanica di lettura, e tutto il resto (circa mezzo metro cubo di hardware, non poco) stava in un rack sottostante, che durante le dimostrazioni rimaneva pudicamente coperto da un telo. Ciò che interessava per il momento era stabilire un nuovo punto di partenza approvato da tutti, pubblico e addetti ai lavori; un nuovo standard che avrebbe dovuto essere contemporaneamente compatto, economico, pratico, ed esteticamente interessante. Il groviglio di cavi nascosto sotto il telo sarebbe stato ridotto in seguito, una volta certi di poter dare il via a una produzione su scala industriale.

Prima dell'entrata in gioco di Sony, questo era il livello raggiunto dallo staff di Eindhoven guidato da Joop Sinjou; l'idea di un dischetto ottico era nata in realtà pensando all'audiovideo, ma si capì presto che l'archiviazione digitale avrebbe permesso di fabbricare un supporto audio-only di grande qualità. All'alba del marzo '79, lo "gnomo"  leggeva un disco di 11,5 cm di diametro (anzichè i 12 canonici), con risoluzione a 14 bit (contro i 16 Redbook) e un range dinamico di 85 dB, già notevole ma inferiore ai 90 e più del futuro formato CD. Il demo-disc solitamente era "Le Quattro Stagioni" di Vivaldi, i famosi concerti per violino, registrati (in analogico) e diretti da Trevor Pinnock.

 

philips-1st-cd.jpg

 

 

Sembra quasi un compact-disc no?

 

Dopo una conferenza stampa del marzo '79, in cui vennero invitati più di 300 giornalisti da tutto il mondo, Sinjou e soci volarono in Giappone con la loro preziosa attrezzatura, che per lo stupore delle hostess finì in prima classe anzichè nel vano merci, e il primo a interessarsene fu il presidente Sony Akio Morita, straordinario innovatore tecnologico, e padre, tra l'altro, del walkman a cassette. Sony aveva lavorato a lungo col digitale su nastro, e lo scambio di know-how fu talmente proficuo che già nel giugno 1980 lo standard Redbook poteva considerarsi pronto. Dodici centimentri, 16 bit, 74 minuti, come la "Nona" di Beethoven diretta da Von Karajan, altro digitalista della prima ora.

E il resto è storia.

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Published by Doyle - in music
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