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21 settembre 2013 6 21 /09 /settembre /2013 09:32

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Vedere Mayweather in TV è indubbiamente un piacere; forse non vale l'esoso prezzo pay-per-view di 75 dollari stabilito dal canale Showtime, che riempie di soldi Floyd per averlo due volte l'anno in diretta, ma è comunque un grande spettacolo, di astuzia, tecnica e lucidità. Ring generalship, si dice da quelle parti. A 36 anni Pretty Boy è ancora al top, oltre che in straordinaria forma fisica, e sarebbe stata una gran cosa avere anche un avversario in grado per lo meno di contrastarlo, non dico per l'intero match, ma almeno in qualche momento, per costringerlo a tirar fuori qualche perla del suo sterminato repertorio. E' arrivata a tanto solo la sfrenata fantasia della giudice CJ Ross, che bontà sua ha visto un pari, ma il match di sabato in realtà va archiviato come l'ennesimo monologo di un campione troppo superiore alla concorrenza; Alvarez, volonteroso eppure mai in partita, nonostante un notevole vantaggio in termini di peso, almeno una quindicina di libbre, sembrava uno sparring con cui testare delle tecniche di difesa e di attacco piuttosto che il campione mondiale dei superwelter. Nel giro di un paio di round, Floyd ha capito come muoversi e per Canelo era già finita: troppo naif il messicano, consigliato poco e male dall'angolo e privo di una qualsiasi strategia che non fosse quella di aspettare il momento buono per la botta vincente, come un banale picchiatore da sottoclou, come una cintura marrone dopolavoristica messa davanti a Bruce Lee; il ventitreenne Alvarez era già stanco e scoraggiato alla sesta ripresa, mentre il veterano Floyd sembrava fresco come appena uscito dalla doccia.

Incredibile sapere che per vedere Mayweather mandare a vuoto Alvarez per dodici round Showtime abbia introitato dagli acquisti pay-per-view ben 150 milioni di dollari, il più alto incasso di sempre, grazie al variopinto carrozzone messo in piedi dalla Golden Boy Promotions e da Floyd stesso, infrangendo il precedente record, che risaliva al 2007 quando però l'avversario di Mayweather era Oscar De La Hoya, e il match offrì contenuti tecnici ben diversi. Si potrebbe malignare che Mayweather, oltre che bravo a schivare i colpi degli avversari, sia abilissimo anche nello sfuggire alle grinfie degli enti alfabetici, visto che non affronta un mandatory challenger da chissà quanto, e si sceglie gli avversari da solo, ma la verità è che finora ha battuto tutti senza discussione, e collezionato cinture di ogni peso e organizzazione, quindi è una gallina dalle uova d'oro per tutti, e si è guadagnato sul campo il diritto a fare ciò che vuole.

Evidentemente comunque, numeri del genere indicano che in un modo o nell'altro, Mayweather suscita interesse: in moltissimi vogliono vederlo vincere, in parecchi perdere, e alcuni anche crepare di stenti, ma il risultato è uguale. Poi, il fatto che Alvarez sia già molto amato in Messico ha indubbiamente dato una mano. Certo che se da quelle parti stanno cercando un nuovo eroe nazionale, come Chavez (senior) o Erik Morales, avranno capito sabato sera che è meglio aspettare un altro po', come del resto aspetteremo noi con rassegnazione filosofica qualcuno che sappia far uscire almeno una stilla di sudore sulla fronte di questo incredibile atleta.

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Published by Doyle - in sport
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