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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 15:54

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In queste settimane di calcioscommesse e intercettazioni, sarebbe stato bello prendere una boccata d'aria pura con un incontro di boxe come Dio comanda. Il grande campione contro l'imbattuto emergente, il migliore welter junior del momento contro il miglior fighter degli ultimi dieci anni: livello sportivo alto, aspettative pure.

In realtà poi, l'abilità dei promoter ha fatto sì che sopravvalutassimo un po' le capacità di Tim Bradley, ma ciò non toglie che si sia trattato di match interessante e di grande intensità; Desert Storm aveva anche studiato un paio di mosse giuste, e per un po' ha costretto Pacquiao a sbilanciarsi per piazzare il suo diretto sinistro, ma appena il filippino è riuscito ad aggiustare il tiro, e a mettere qualche colpo dei suoi, l'incontro ha preso una piega a lui decisamente favorevole, tanto che Manny si è permesso di tenere un ritmo per lui abbastanza basso, sfruttando soprattutto l'ultimo minuto di ogni round per alzare i giri e piazzare qualche combinazione, mentre Bradley, scosso un paio di volte da due formidabili sinistri, tendeva a retrocedere e a tenersi a distanza. L'impressione dei più, avallata da Harold Lederman a bordoring, e dagli eccellenti telecronisti HBO, era che Bradley semplicemente non possiede la potenza necessaria per mettere in difficoltà Pacquiao, pur essendo, anche visivamente, più robusto del suo avversario, e dunque la sua pur ammirevole tenacia e qualche buon colpo al corpo non sono bastati a mantenere il match in equilibrio. Troppo forte Pacquiao, e sempre in controllo della situazione. Score finale di Harold Lederman, un impietoso 119-109 per Manny, ossia 11 round a 1; stesso punteggio per i telecronisti, che già parlavano d'altro, e 10-2 per me che ero alle prese con una vaschetta di gelato.

Per poco invece non mi va di traverso il cucchiaio quando sento che i giudici regalano un incredibile split decision a Bradley; due ufficiali su tre, CJ Ross e il veterano Duane Ford, vedono un inconcepibile 115-113, un 7-5 che neppure i familiari dell'americano avrebbero potuto sperare; ma la commedia continua: nello stupore generale, soprattutto di Jim Lampley ed Emanuel Steward dalla postazione stampa, Manny non s'incazza neppure, Bradley è in visibile imbarazzo, e dice di voler rivedere la registrazione prima di pronunciarsi, e Bob Arum ha la solita faccia di quello che pensa una cosa ma ne dice un'altra.

Non serve essere dei complottisti per pensare che con Mayweather in prigione per tre mesi, non ci fossero buoni match da organizzare da qui alla fine dell'anno, e che una rivincita cascherebbe a fagiolo per ingannare l'attesa e fare un altro po' di quattrini, ma così è troppo. A poco servono le richieste di indagini e le dichiarazioni di Arum in conferenza stampa, in cui sostanzialmente ha dato a CJ Ross dell'incapace e a Duane Ford del rincoglionito. Perde lo sport, e vince Las Vegas, KO.

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Published by Doyle - in sport
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